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Bolognese: pesca alla spigola in foce con tremolina e coreano

Tem­po di let­tura: 8 minu­ti

Molti pesca­tori sosten­gono che in alcune cir­costanze, a sec­on­da di come viene pre­sen­ta­to, la spigo­la pos­sa scam­biare il core­ano per una pic­co­la anguil­la. Per­sonal­mente ne ho sem­pre dubi­ta­to per­ché un pesce abit­u­a­to a cibar­si sia di anel­li­di, crosta­cei che di pesci dif­fi­cil­mente prende fis­chi per fiaschi. Che poi un core­ano deb­ita­mente appun­ta­to pos­sa sti­mo­lare un forte istin­to preda­to­rio è fuor di dub­bio, quan­to invece l’e­sat­ta inter­pre­tazione che gli da il pesce non è che sia poi così impor­tante e comunque non ci sarà mai dato di saper­lo. Vedremo tut­tavia come alcu­ni inneschi, in spe­cial modo del­la tremoli­na (nos­trana o francese che sia), poco han­no di somigliante con un’an­guil­la eppure ven­gono attac­cati con vorac­ità e questo mostra la tipi­ca carat­ter­is­ti­ca del gru­fo­la­tore, che pure la spigo­la ha in cer­ti con­testi.

La tremolina

Esistono sostanzial­mente due tipolo­gie di tremo­line, quelle nos­trane (di fan­go) e quelle impor­tate (i france­si). Fer­mo restando che nel­lo scegliere una delle due la pref­eren­za cade su quel­la del luo­go (pre­da abit­uale), la con­troparte com­mer­ciale è asso­lu­ta­mente gra­di­ta e prob­a­bil­mente la più uti­liz­za­ta data la facile reperi­bil­ità. Si trat­ta in ogni caso di un anel­lide ten­ero e di breve con­ser­vazione che va preferi­bil­mente uti­liz­za­to entro mas­si­mo tre giorni dal­l’ac­quis­to e con­ser­va­to comunque con estrema cura.

Il “francese”, come viene spes­so chia­ma­ta la tremoli­na com­mer­ciale.

tremolina francese

Lo spot

Andrea ha un approc­cio decisa­mente ori­en­ta­to alla mas­si­ma sem­plic­ità e che rical­ca per­fet­ta­mente le carat­ter­is­tiche del­lo spot in cui lo pro­pone. Si trat­ta del­la spon­da inter­na (riva con­ves­sa) di un’ansa del fiume dove per la preva­lente attiv­ità di depo­sizione il fon­dale è per lo più di tipo sab­bioso. in questo pun­to molto par­ti­co­lare si incon­tra­no varie cor­ren­ti (del fiume, di marea, di un canale che sfo­cia di fronte) per­al­tro rotte dal­la pre­sen­za di un grosso pilone del ponte. Si misura inoltre una pro­fon­dità che già in pun­ta di can­na è intorno ai cinque metri. Tut­ti questi fat­tori insieme fan­no sì che non vi sia qua­si mai una cor­rente lin­eare quan­to piut­tosto un “giro di cor­rente” che por­ta il gal­leg­giante ora a spostar­si in una direzione, ora nel­l’al­tra sen­za che vi sia un ver­so preva­lente e costante.

La postazione di Andrea, riva inter­na sab­biosa a ridos­so di un pilone del ponte.

Bolognese con la tremolina

Il galleggiante

Se da una parte è pur vero che l’azione di pesca avviene in trat­tenu­ta costante la situ­azione è molto diver­sa da quel­la del­la tipi­ca trat­tenu­ta bloc­ca­ta che abbi­amo già descrit­to (si veda: Spigole a bolog­nese in trat­tenu­ta bloc­ca­ta). Il moti­vo risiede nel fat­to che viene meno il pre­sup­pos­to di base: la cor­rente lin­eare. Qui è per inten­der­ci più un “girare intorno” ad un pun­to fis­so, rap­p­re­sen­ta­to dal­la pun­ta del­la can­na.

La forme ide­ali per il gal­leg­giante sono quelle a goc­cia, a ovet­to oppure a pal­la da rug­by abbas­tan­za rac­colte.

Galleggiante a goccia

Il gal­leg­giante ide­ale ha una for­ma a goc­cia piut­tosto rac­col­ta, se vogliamo ad ovet­to, ed i motivi sono moltepli­ci ma rias­sum­i­bili sostanzial­mente nel­la tipolo­gia di cor­rente, vari­abile, con rot­ture e non di rado tur­bolen­ze super­fi­ciali e nel fat­to che in molti momen­ti la pesca avviene appog­gian­do sul fon­do. Serve dunque un gal­leg­giante più sta­bile ma che al tem­po stes­so sap­pia far­si trat­tenere.

Montatura: spallinata a scalare

Rel­a­ti­va­mente alla lenza, come dice­va­mo, Andrea pun­ta molto sul­la sem­plic­ità, il che paga sem­pre. Abbi­amo dunque una spal­li­na­ta a scalare abbas­tan­za ravvi­c­i­na­ta che tut­tavia può essere facil­mente mod­i­fi­ca­ta (amplian­dola o accor­cian­dola ulte­ri­or­mente) a sec­on­da delle esi­gen­ze. Per fare questo sono ide­ali i palli­ni ingle­si mor­bi­di, che si prestano meglio a sposta­men­ti sul­la lenza.

Schema del­la lenza uti­liz­za­ta da Andrea.

Montatura bolognese tremolina

A sec­on­da delle zone (ricor­do che la cor­rente varia e il gal­leg­giante si spos­ta in varie direzioni) l’in­nesco può pog­gia­re sul fon­do o risultare leg­ger­mente sospe­so. Indica­ti­va­mente, con la son­da, Andrea impos­ta un’al­tez­za più o meno a sfio­rare (dead-depth) e poi durante la ses­sione val­u­ta la rispos­ta. Può cap­itare che i branzi­ni mangi­no con un appog­gio mag­giore (in quel caso si alza il gal­leg­giante) o preferiscano un’esca più soll­e­va­ta (nel qual caso si abbas­sa). Quale che siano i motivi (prob­a­bil­mente legati a ques­tioni di cor­rente) la ricer­ca del­la gius­ta altez­za fa parte del­l’azione di pesca.

Innesco della tremolina

Nel­la sta­gione in cui è pos­si­bile procu­rarsela, l’esca prin­ci­pale è la tremoli­na nos­trana (del pos­to). Fer­mo restando l’as­so­lu­ta idoneità del­l’in­nesco per la tes­ta degli anel­li­di più fres­chi (sia nos­trani che di impor­tazione) che ne assi­cu­ra la pre­sen­tazione più effi­cace, la loro fragilità rende spes­so nec­es­sario uti­liz­zare l’a­go. Il peso del­l’in­nesco è comunque lim­i­ta­to e il gal­leg­giante è tara­to prati­ca­mente al 100%, anche in con­sid­er­azione del fat­to che la pesca avviene in trat­tenu­ta costante (qualche che sia la direzione, vari­abile, che prende il gal­leg­giante). Non dimen­tichi­amo poi che in caso di appog­gio il peso del­l’in­nesco è prati­ca­mente nul­lo e che comunque la lenza si può mod­i­fi­care toglien­do uno o due palli­ni. Non è comunque dif­fi­cile trovare il gius­to equi­lib­rio.

La tremoli­na nos­trana può essere innesca­ta sia per la tes­ta (quan­do fres­ca e più tenace) che con l’a­go.

Tremolina nostrana

Il coreano

Di impor­tazione asi­at­i­ca, clas­si­co (verde) o rosso che sia, si trat­ta di un anel­lide molto più volu­mi­noso, cori­aceo e resistente del­la tremoli­na. Anche la sua con­ser­vazione, in con­dizioni otti­mali, è net­ta­mente supe­ri­ore. La facile reperi­bil­ità (prati­ca­mente ogni negozio di pesca ne è provvis­to) e la lun­ga con­ser­vazione lo ren­dono una scelta sicu­ra. Benché i movi­men­ti (e l’odore) siano ben diver­si da quel­li di una pic­co­la anguil­la è prob­a­bil­mente per le sue dimen­sioni che nasce l’ipote­si che la spigo­la pos­sa con ques­ta con­fonder­lo ma, ripeto, non è da ragionar­ci trop­po su questo aspet­to.

Una spigo­la cat­tura­ta con il core­ano rosso.

Spigola bolognese coreano

Montatura per il coreano

Ten­den­zial­mente io preferisco il core­ano al francese poiché è appun­to meno prob­lem­ati­co. Pes­can­do nel­la stes­sa zona di Andrea l’ap­proc­cio è abbas­tan­za sim­i­le benché si deb­ba ten­er con­to del fat­to che il core­ano è più grande e più pesante e questo va ad incidere sia sul­la misura del­l’amo, che sul diametro dei ter­mi­nali che sul­la por­ta­ta del gal­leg­giante, la cui for­ma rimane però la stes­sa. Trat­tan­dosi di un approc­cio più strong la mon­tatu­ra segue lo stes­so con­cet­to di quel­la di Andrea ma con palli­ni di peso mag­giore.

Un momen­to del­l’azione di pesca con il core­ano.

Bolognese con la tremolina

Anche l’in­nesco è diver­so rispet­to a quel­lo di Andrea e qui ci sono tante pos­si­bil­ità e scuole di pen­siero. Nel­la pesca a trat­tenu­ta bloc­ca­ta il core­ano si innesca con amo sin­go­lo per la tes­ta, preferi­bil­mente sot­topelle nel­la parte cal­losa del­la boc­ca e così mantiene la sua vital­ità per lun­go tem­po. Innesco più tenace e più adat­to se si prevede di lan­cia­re più volte l’esca è invece quel­lo sem­pre per la tes­ta ma facen­do pen­e­trare l’amo in boc­ca per far­lo poi uscire lat­eral­mente poco sot­to. Se i core­ani han­no qualche giorno e han­no per­so un po’ di con­sis­ten­za con­viene ricor­rere all’a­go, come per la tremoli­na.

Schema del­la mia lenza per il core­ano (riv­ista in fun­zione del­l’u­so dei palli­ni mor­bi­di ingle­si).

Montatura bolognese coreano

La tipologia di ami

Se con la tremoli­na Andrea usa ami più pic­coli e ter­mi­nali del­lo 0.12–0.125, con il core­ano in cor­rente ci si ori­en­ta su mis­ure supe­ri­ori che volen­do rimanere sul sot­tile van­no dal­lo 0.145 allo 0.165, più equi­li­brate per un’esca mag­gior­mente volu­mi­nosa ed innesca­ta su un amo più grande. La lenza madre va di con­seguen­za aumen­ta­ta di diametro ed un range 0.18–0.20 è quel­lo più indi­ca­to.
Reati­va­mente agli ami indi­care una misura ha poco sen­so se poi non si speci­fi­ca anche mar­ca e mod­el­lo. Per il core­ano bas­ta che abbiano un gam­bo non trop­po lun­go ed un’ampiez­za tale da las­ciar fuo­rius­cire bene la pun­ta. Io di soli­to uti­liz­zo i Colmic N500 ma han­no for­ma sim­i­le anche i Gamakat­su LS-SERIE 8GP e i Maver Katana serie 1135, quest’ul­ti­mi dal filo più sot­tile e di tipo Black Nichel (scuri). Sono tre tipolo­gie di ami a palet­ta da grossi pesci e a mio avvi­so ide­ali per la spigo­la vis­to che è un pesce comunque dal­la boc­ca grande (anche quan­do di pic­co­la taglia) e che non è raro imbat­ter­si in esem­plari di buona pez­zatu­ra pes­can­do con il core­ano.

Tipolo­gia di amo uti­liz­za­to.

Amo Colmic N500
Amo Comic N500

Il galleggiante

Il gal­leg­giante a pal­la da rug­by (che può essere una goc­cia rac­col­ta o anche un ovet­to) è anco­ra quel­lo mag­gior­mente ver­sa­tile per­ché da una parte risponde bene alla cor­rente non lin­eare e al pos­si­bile appog­gio e dal­l’al­tra ben si com­por­ta anche in caso di cor­rente lin­eare e trat­tenu­ta bloc­ca­ta clas­si­ca. Pes­can­do per lo più in pun­ta di can­na o comunque a breve dis­tan­za io preferisco antenne cave lunghe e sot­tili, su cui leg­go meglio le man­giate tal­vol­ta strana­mente del­i­cate ma, come già sot­to­lin­eato, la let­tura del gal­leg­giante è ques­tione molto per­son­ale quin­di potete optare anche per antenne in plas­ti­ca piena e di diametro più gen­eroso.

Il gal­leg­giante da cor­rente vari­abile.

Galleggiante a goccia

Le zone a corrente lineare e la trattenuta “classica”

Come si è det­to ques­ta mon­tatu­ra lavo­ra molto bene anche in zone dove la cor­rente è più uni­forme e l’in­nesco del core­ano per la tes­ta è eccezionale per la sua pre­sen­tazione in trat­tenu­ta bloc­ca­ta clas­si­ca. In questo caso l’ap­proc­cio è in tut­to sim­i­le a quel­lo già descrit­to per il bigat­ti­no con la sola dif­feren­za che si può fare a meno del­la pas­tu­razione. Non starò dunque a ripetere i prin­cipi di base che trovate nel­l’altro arti­co­lo (lenza a 45°, lunghezze, ecc.). Vale tut­tavia la pena fare almeno una con­sid­er­azione impor­tante. Nel­la pesca in trat­tenu­ta bloc­ca­ta e cor­rente lin­eare con il core­ano se la postazione è fis­sa può essere utile intro­durre il bigat­ti­no come pas­tu­ra per il sem­plice fat­to che dob­bi­amo richia­mare i pesci; dunque val­go­no tutte le regole già viste con la sola dif­feren­za che sul­l’amo abbi­amo un’esca diver­sa. Se invece pratichi­amo una pesca itin­er­ante non ha sen­so pas­tu­rare. Si trat­ta di una pesca che con­siste nel­la ricer­ca delle spigole (lun­go l’im­me­di­a­to sot­to riva o poco dis­tante da ques­ta) e non essendo la postazione fis­sa ma vari­abile (ci spos­ti­amo lun­go la riva) pas­tu­rare non ha alcun effet­to.

Spigo­la cat­tura­ta con il core­ano in cor­rente lin­eare.

Spigola bolognese coreano
Link spon­soriz­za­ti

Altri spot

Tremoli­na e core­ano sono due esche gener­iche che tut­tavia acqui­sis­cono mag­gior speci­ficità quan­do uti­liz­zate nel trat­to di foce, dive­nen­do tan­to più speci­fiche quan­to più ci si spos­ta a monte (per via del­la diver­sa toller­an­za alla riduzione di salin­ità delle varie specie). A diver­si chilometri dal­la foce in prat­i­ca riman­gono gius­to le spigole ed i cefali (quest’ul­ti­mi mag­gior­mente attrat­ti dal­la tremoli­na che dal core­ano). In mare la situ­azione è molto diver­sa in quan­to sono gra­dite da prati­ca­mente ogni pesce. Qui la pesca del­la spigo­la a bolog­nese con il core­ano si effet­tua preva­len­te­mente al cre­pus­co­lo e di notte quan­do si riduce l’at­tiv­ità dei pic­coli pesci di dis­tur­bo (ad abi­tu­di­ni preva­len­te­mente diurne) ed aumen­ta quel­la delle specie not­turno-cre­pus­co­lari. Anche l’ap­proc­cio è decisa­mente dif­fer­ente in quan­to par­liamo di tut­to un altro ambi­ente e le con­sid­er­azioni fin’o­ra fat­te sulle cor­ren­ti non trovano appli­cazione. Per questo moti­vo riman­di­amo l’ar­go­men­to ad un prossi­mo arti­co­lo intera­mente ded­i­ca­to al mare.

2 commenti su “Bolognese: pesca alla spigola in foce con tremolina e coreano”

  1. Ciao Fran­co, gran bel­l’ar­ti­co­lo sia come testo che come descrizione fotografi­ca. Con­tin­u­ate così per­ché ci, o meglio mi fate, partecipe delle vostre uscite sia in foce che in mare.
    Ringrazian­dovi Vi auguro BUONE FESTE!!!!! Rober­to

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    • Ciao Rober­to, gra­zie per il com­men­to! Rice­vere un feed­back pos­i­ti­vo mi fa molto piacere, per il con­tenu­to in sé ma soprat­tut­to per la deci­sione di tornare a lavo­rare sul blog dopo aver dovu­to dire addio alla nos­tra ama­ta riv­ista. I buoni risul­tati non era­no scon­tati.
      C’è anco­ra tan­to da fare ma le basi ci sono come gli ampi mar­gi­ni di miglio­ra­men­to!
      Buone feste anche a te e a presto,
      Fran­co

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