Street feeder fishing: pellet feeder in fiume

Arti­co­lo aggior­na­to il 28 Set­tem­bre 2025
Tem­po di let­tu­ra: 7 minu­ti

Ben­ché la disci­pli­na più pra­ti­ca­ta in ambien­te urba­no sia lo spin­ning, vi sono spes­so spa­zi ido­nei anche per tec­ni­che più impe­gna­ti­ve dal pun­to di vista del­l’at­trez­za­tu­ra, come appun­to il fee­der fishing. Ovvia­men­te met­ten­do in con­to di tra­spor­ta­re un po’ di peso in più, il che è pur­trop­po ine­vi­ta­bi­le.

In que­sto arti­co­lo dedi­ca­to allo “street fee­der fishing” pren­de­re­mo in con­si­de­ra­zio­ne un approc­cio par­ti­co­la­re, la pesca in fiu­me con il pel­let fee­der ana­liz­zan­do le con­di­zio­ni idea­li e le attrez­za­tu­re neces­sa­rie. Per una pano­ra­mi­ca più gene­ra­le ed intro­dut­ti­va a que­sta tec­ni­ca con­si­glia­mo di leg­ge­re pri­ma: Gui­da alla pesca a Method e Pel­let fee­der: attrez­za­tu­ra, mon­ta­tu­re e con­si­gli.

Dove e quando

Quan­do par­lia­mo di fiu­me par­lia­mo di cor­ren­te, una con­di­zio­ne non idea­le per il pel­let fee­der, tec­ni­ca noto­ria­men­te da acqua fer­ma o mol­to len­ta. Quan­do tut­ta­via la por­ta­ta del fiu­me si ridu­ce, come acca­de in pri­ma­ve­ra ed in esta­te, e si han­no zone a cor­ren­te ridot­ta o di mor­ta (zone di “acqua fer­ma”) si pos­so­no crea­re con­di­zio­ni favo­re­vo­li.
Non è dif­fi­ci­le indi­vi­duar­le ad occhio; soli­ta­men­te si trat­ta dei mar­gi­ni, del­le aree subi­to a ridos­so di gran­di strut­tu­re come i pilo­ni di un pon­te oppu­re di cur­ve con­ves­se: ovun­que la cor­ren­te per qual­sia­si ragio­ne fisi­ca ral­len­ti è un buon pun­to per l’ap­proc­cio a pel­let fee­der.

Pellet feeder postazione

Pesca ai mar­gi­ni. L’ap­proc­cio “mar­gi­na­le” è uno dei gran­di clas­si­ci del fee­der pra­ti­ca­to in ambien­te urba­no.

Street fishing

Osser­via­mo sem­pre cosa acca­de imme­dia­ta­men­te a val­le del pilo­ne di un pon­te. Il flus­so a mon­te si divi­de e pri­ma di unir­si nuo­va­men­te potreb­be crear­si un’a­rea di rela­ti­va cal­ma dove poter lan­cia­re il pel­let fee­der.

Si trat­ta di zone in cui si depo­si­ta­no mate­ria­li orga­ni­ci, di svi­lup­po per una nutri­ta serie di orga­ni­smi e di ripa­ro per pesci che non ama­no trop­po nuo­ta­re con­tro for­ti cor­ren­ti, come ad esem­pio le car­pe. Nei fiu­mi que­sti cipri­ni­di, ben­ché soli­ti pasco­la­re lun­go ampi trat­ti di spon­da, ten­do­no appun­to a pre­fe­ri­re le aree più cal­me che sono infat­ti quel­le pri­ma descrit­te.
Se da una par­te tali aree sono discre­ta­men­te vaste nel­la bel­la sta­gio­ne, poi­ché il flus­so è glo­bal­men­te più len­to, si rie­sce ad indi­vi­duar­le anche in inver­no, a pat­to però che non vi sia­no sta­te piog­ge recen­ti. Se infi­ne la pesca avvie­ne nel trat­to di foce (zona ad acque di tran­si­zio­ne) va con­si­de­ra­to anche l’ef­fet­to del­la cor­ren­te di fon­do in alta marea che, essen­do di ver­so con­tra­rio, con­tra­sta quel­la discen­den­te del fiu­me.
In que­sto caso la fase di sali­ta del­la marea pre­sen­ta momen­ti in cui in cer­te zone l’ac­qua del fiu­me si fer­ma se non addi­rit­tu­ra risa­le len­ta­men­te ver­so mon­te (indi­ce del­la spin­ta del cuneo sali­no). Inu­ti­le dire che è il momen­to miglio­re per pesca­re sia a pel­let che a method fee­der.

Attrezzatura

L’at­trez­za­tu­ra per la pesca a pel­let e method fee­der è già sta­ta descrit­ta nel­la gui­da gene­ra­le cui con­vie­ne far rife­ri­men­to: Gui­da alla pesca a Method e Pel­let fee­der: attrez­za­tu­ra, mon­ta­tu­re e con­si­gli. Rias­su­men­do mol­to velo­ce­men­te e in con­si­de­ra­zio­ne del fat­to che spes­so si ha a che fare con pesci di gros­se dimen­sio­ni:

  • Can­na medium fee­der 12 pie­di
  • Muli­nel­lo taglia 4000 imbo­bi­na­to con mono 0.22–0.25 mm
  • Ter­mi­na­li rispet­ti­va­men­te dal­lo 0.20 allo 0.22

Ora, non dovreb­be esser neces­sa­rio ma ripe­ter­lo fa sem­pre bene. I dia­me­tri non dico­no gran che se non par­lia­mo anche di cari­co di rot­tu­ra. Quin­di assi­cu­ra­te­vi sem­pre che vi sia un gra­dien­te non solo di spes­so­re ma anche di tenu­ta tra len­za madre e ter­mi­na­le.

Pellet Feede Mitchell Impact R

Una can­na da fee­der medio è l’i­dea­le com­pro­mes­so tra sen­si­bi­li­tà e poten­za.

Mitchell 300 (4000)

Alla can­na da fee­der medio si abbi­na un muli­nel­lo di taglia 4000 poten­te e leg­ge­ro.

Quan­do par­lia­mo di street fishing occor­re ridur­re tut­to all’es­sen­zia­le sen­za tut­ta­via rinun­cia­re alla como­di­tà. Da que­sto pun­to di vista i moder­ni pan­chet­ti con vano por­ta ogget­ti sono il giu­sto com­pro­mes­so in quan­to pre­sen­ta­no ingom­bro e peso limi­ta­ti e gra­zie alla tra­col­la pos­so­no esse­re tra­spor­ta­ti sen­za par­ti­co­la­ri pro­ble­mi; le gam­be da 25 sono smon­ta­bi­li e tro­va­no posto nel­la sac­ca por­ta can­ne, insie­me al gua­di­no e al fee­der arm , men­tre nel vano por­ta ogget­ti vi è spa­zio in abbon­dan­za per il resto.

Pellet feeder postazione

Un leg­ge­ro pan­chet­to con vano por­taog­get­ti e dota­to di tra­col­la. Il fee­der arm e le gam­be pos­so­no esse­re tra­spor­ta­te nel­la sac­ca por­ta can­ne. Il peso glo­ba­le non è ecces­si­vo, come l’in­gom­bro. Il mon­tag­gio è rapi­do e si rie­sce ad orga­niz­za­re una posta­zio­ne essen­zia­le ma como­da.

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Montatura

Clas­si­ca mon­ta­tu­ra in linea già descrit­ta nel­la gui­da che qui rias­su­mia­mo rapi­da­men­te: il pel­let fee­der è mon­ta­to scor­re­vo­le sul­la len­za madre e fer­ma­to a val­le da uno sgan­cio rapi­do (in foto una quick chan­ge bead). Segue un ter­mi­na­le da 8–10 cm.

Montatura pellet feeder

La mon­ta­tu­ra da pellet/method fee­der sta nel pal­mo di una mano.

Ben­ché si trat­ti di una sem­pli­cis­si­ma mon­ta­tu­ra, riper­cor­ria­mo­ne la costru­zio­ne.
Sul­la len­za madre fac­cia­mo pas­sa­re pri­ma il pel­let fee­der (1), poi il cap­puc­cio del­la per­li­na quick chan­ge (2).

Montatura pellet feeder
Montatura pellet feeder

Andia­mo poi a col­le­ga­re il gan­cio del­la per­li­na con il nodo che pre­fe­ria­mo (3). Io di soli­to opto per un buon Palo­mar che è sem­pli­ce da rea­liz­za­re ed ha una tenu­ta straor­di­na­ria. Il gan­cio del­la per­li­na vie­ne poi inse­ri­to nel suo cap­puc­cio (4) e la mon­ta­tu­ra si può con­si­de­ra­re ter­mi­na­ta. Non rima­ne che col­le­ga­re il ter­mi­na­le al momen­to del biso­gno.

Montatura pellet feeder
Montatura pellet feeder

Il ter­mi­na­le sarà mol­to cor­to (8–10 cm). Si trat­ta di un hair rig dota­to di bait band (anel­li­no in lat­ti­ce) che con­sen­te di ospi­ta­re un gran nume­ro di esche, bigat­ti­ni mor­ti com­pre­si.

Montatura pellet feeder

Esche e pasture

La scel­ta del­la giu­sta esca e del­la pastu­ra a mag­gior capa­ci­tà attrat­ti­va è que­stio­ne assai spi­no­sa poi­ché dipen­de mol­to dal­le abi­tu­di­ni dei pesci nel­lo spot in que­stio­ne. In que­sta ses­sio­ne ho opta­to per un mix di micro­pel­le­ts, bigat­ti­ni mor­ti e pastu­ra clas­si­ca.

Pellet feeder

Il pel­let fee­der vie­ne cari­ca­to con un mix di micro­pel­le­ts e bigat­ti­ni mor­ti ed il con­te­nu­to tenu­to in sede da un tap­po di pastu­ra clas­si­ca (ground­bait). I bigat­ti­ni mor­ti pos­so­no esse­re inne­sca­ti su hair rig come in foto.

Innesco bigattini morti con bait band

Par­ti­co­la­re del­l’in­ne­sco.

Essen­do mor­ti, i bigat­ti­ni den­tro il fee­der non neces­si­ta­no di incol­lag­gio e una vol­ta sul fon­do ven­go­no libe­ra­ti insie­me al micro­pel­let gra­zie alla debo­le cor­ren­te, depo­si­tan­do­si in un’a­rea ristret­ta davan­ti al fee­der men­tre la pastu­ra (trat­tan­do­si di uno sfa­ri­na­to) crea una nuvo­la in disce­sa e sem­pre sul fon­do vie­ne spin­ta leg­ger­men­te più a val­le per dif­fon­de­re poi in un’a­rea più ampia.

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Azione di pesca

La pesca a pel­let fee­der è for­se tra le più sem­pli­ci in asso­lu­to, anche in fiu­me, a pat­to di aver scel­to la zona con accu­ra­tez­za. Il pro­ble­ma prin­ci­pa­le in que­sto approc­cio è rap­pre­sen­ta­to dal tro­var­si fuo­ri pastu­ra e suc­ce­de solo se nel­l’a­rea di depo­si­to vi è una cor­ren­te che spaz­za via e allon­ta­na il con­te­nu­to del pastu­ra­to­re. Se que­sto non acca­de, esca e pastu­ra si tro­ve­ran­no entram­be mol­to vici­ne e qual­sia­si pesce che ne ven­ga atti­ra­to fini­rà col pro­va­re anche il nostro boc­co­ne.

Channel Pellet feeder
Carpa Pellet Feeder

Due clas­si­che pre­de del­la pesca a pel­let fee­der: Chan­nel (Icta­lu­rus punc­ta­tus) e Car­pa regi­na (Cypri­nus car­pio). Sono pesci che pos­so­no rag­giun­ge­re una cer­ta taglia ed abi­tua­ti alle acque cor­ren­ti, il che giu­sti­fi­ca il setup leg­ger­men­te più gene­ro­so.

Pri­ma di ini­zia­re con­vie­ne crea­re un mini­mo di fon­do poi­ché i pel­let fee­der in gene­re sono pastu­ra­to­ri di medio-pic­co­le dimen­sio­ni. Io di soli­to fac­cio quat­tro o cin­que lan­ci sen­za ter­mi­na­le, a svuo­ta­re il fee­der, segui­ti poi da altri lan­ci (con ter­mi­na­le ed esca) a bas­sa per­ma­nen­za (2 minu­ti in acqua ed in assen­za di man­gia­te si recu­pe­ra). Dopo un quar­to d’o­ra si può pen­sa­re di allun­ga­re la per­ma­nen­za ai clas­si­ci 5 minu­ti poi­ché dovrem­mo aver suf­fi­cien­te pastu­ra sul fon­do.
Per l’in­ne­sco del bigat­ti­no io pre­fe­ri­sco in asso­lu­to il ciuf­fet­to su bait band poi­ché si evi­ta di fora­re le lar­ve ed in più l’hair rig offre l’op­por­tu­ni­tà di usa­re anche altre esche alter­na­ti­ve se la situa­zio­ne doves­se com­pli­car­si (mais, pane, waf­ters colo­ra­ti, pel­let, ecc.). Di soli­to il ciuf­fo di bigat­ti­ni mor­ti non tra­di­sce (date­gli fidu­cia), anche per­ché le lar­ve mor­te sono anche in pastu­ra, ma spe­cie in inver­no ave­re una via d’u­sci­ta è sem­pre buo­na cosa.

Carpa pellet feeder

Por­ta­te sem­pre con voi un mate­ras­si­no pie­ghe­vo­le o anche un sem­pli­ce tap­pe­ti­no in eva arro­to­la­bi­le, così da ave­re una super­fi­cie mor­bi­da sul­la qua­le ada­gia­re momen­ta­nea­men­te il pesce duran­te la sla­ma­tu­ra.

Con­clu­dia­mo l’ar­ti­co­lo con una bre­ve clip rea­liz­za­ta duran­te una ses­sio­ne a pel­let fee­der nel trat­to di foce che mostra i momen­ti salien­ti, dal­la pre­pa­ra­zio­ne del­la posta­zio­ne fino ai par­ti­co­la­ri del­l’a­zio­ne di pesca. Meno di due minu­ti per una pano­ra­mi­ca com­ple­ta di quan­to abbia­mo det­to fin’o­ra.
Impo­sta­te il video in HD 1080p per veder­lo in alta riso­lu­zio­ne.

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