Elba Fishing Blog
Pesca sportiva in mare e in acqua dolce. Tecniche, attrezzature, esperienze.

Method e Pellet feeder

Tem­po di let­tura: 15 minu­ti

Method e Pel­let feed­er sono due tec­niche abbas­tan­za par­ti­co­lari nel­l’am­bito del leg­ering tan­to da assumere qua­si carat­tere di dis­ci­plina a sé stante. Con­di­vi­dono ovvi­a­mente molti pun­ti in comune con il feed­er clas­si­co ma per molti aspet­ti sono disc­re­ta­mente spe­cial­is­tiche. In questo arti­co­lo cercher­e­mo di fornire una panoram­i­ca gen­erale per poi pot­er entrare mag­gior­mente nel­lo speci­fi­co sen­za dover, ogni vol­ta, ripetere i con­cetti di base.

Le canne da method e pellet feeder

Le canne da dedi­care al method e al pel­let feed­er sono quelle ad azione piut­tosto mor­bi­da ed il moti­vo risiede nel tipo di mon­tatu­ra, che prevede un ter­mi­nale molto cor­to e di con­seguen­za poco elas­ti­co. Una can­na trop­po rigi­da non rius­cirebbe ad ammor­tiz­zare a suf­fi­cien­za la ten­sione durante le parten­ze, in genere vio­lente, e il com­bat­ti­men­to con il pesce di taglia che, con­cen­tran­dosi a liv­el­lo del ter­mi­nale, ne deter­minerebbe facil­mente la rot­tura.
Se da una parte l’u­so di pas­tu­ra­tori elas­ti­cat­ed (con set­tore elas­ti­co) con­sente di usare un range più ampio di canne, come di diametri di filo, dal­l’al­tra un per­fet­to equi­lib­rio delle attrez­za­ture è sem­pre da preferire.
L’azione “soft” facili­ta anche il lan­cio vis­to che questi pas­tu­ra­tori sono molto aper­ti (in par­ti­co­lare i method flatbed) evi­tan­do strap­pi trop­po bruschi che potreb­bero com­pro­met­tere sin da subito la tenu­ta del­la pas­tu­ra sul sup­por­to.
Per quan­to con­cerne la lunghez­za del­la can­na, ques­ta dipende dal­la dis­tan­za di lan­cio tut­tavia si può definire un inter­val­lo clas­si­co che va dai 10 ai 12 pie­di. Le 13 pie­di sono canne costru­ite per il feed­er medio-pesante e per il long range ed han­no dunque carat­ter­is­tiche diverse da quelle richi­este per il method e il pel­let feed­er. Come sem­pre vi sono delle eccezioni ma è fon­da­men­tale focal­iz­zarci sul­la tec­ni­ca clas­si­ca piut­tosto che pren­dere in con­sid­er­azione da subito i casi par­ti­co­lari. Rias­sumen­do:

  • Azione: mor­bi­da, par­a­bol­i­ca o pro­gres­si­vo-par­a­bol­i­ca
  • Lunghez­za: da 10 a 12 pie­di
  • Cast­ing:  da max 40 a max 70 gr
  • Quiver: 0.75–1‑2 oz

Le canne ide­ali sono quelle che in genere dedichi­amo al feed­er leg­gero e medio-leg­gero in quan­to han­no tutte le carat­ter­is­tiche richi­este. Vale la pena ricor­dare che gli ambi­en­ti nat­u­rali sono diver­si da quel­li com­mer­ciali. Nel trat­to di foce, anche se sul fon­do la cor­rente può essere estrema­mente lenta e quin­di idonea alla pesca a method o pel­let feed­er, quel­la super­fi­ciale può creare prob­le­mi su canne trop­po mor­bide. In mare vi sono altri fat­tori, come la pre­sen­za di un po’ d’on­da in super­fi­cie. Va tenu­to in con­to anche il ven­to. Ne viene che le par­a­bol­i­co pro­gres­sive han­no spes­so una mar­cia in più, rap­p­re­sen­tan­do un com­pro­mes­so tra mor­bidez­za e resisten­za ai fat­tori di dis­tur­bo. Anche la  scelta del quiver va pon­der­a­ta con atten­zione.

Canna Method feeder

I mulinelli da method e pellet feeder

I mulinel­li sono meno speci­fi­ci. La taglia da abbina­re prevede il gius­to equi­li­bro con la can­na e dunque par­liamo di 3000 o 4000. I 5000 nel feed­er si uti­liz­zano sulle canne più lunghe e robuste, des­ti­nate ad una pesca diver­sa, tipi­ca­mente in long range e sono da evitare. Al di là delle pref­eren­ze è sem­pre bene, a mio avvi­so, che si trat­ti di mulinel­li a frizione ante­ri­ore, con antir­i­torno e pos­si­bil­mente con doppia line clip in bobi­na. Si trat­ta dei mulinel­li più indi­cati in quan­to con­sentono di rispon­dere a tutte e neces­sità del feed­erista.
Il filo da cari­care in bobi­na dipende dal­l’ap­proc­cio che inten­di­amo met­tere in cam­po e dal­l’at­trez­zatu­ra che abbi­amo scel­to cer­can­do di man­tenere, anche in questo caso, il miglior equi­lib­rio. Più o meno la scelta cade sui mono da 8lb, che cor­rispon­dono al diametro 0.20. Si può salire in caso di pesca in lun­ga dis­tan­za con canne un tan­ti­no più pro­gres­sive (che par­a­boliche) ed i giusti accorg­i­men­ti, come in caso di pesca mar­ginale a pesci di grossa taglia, ma un buon mono di quel diametro, abbina­to alla gius­ta can­na, con­sente un’azione di pesca effi­cace nel­la mag­gior parte delle situ­azioni.
Ricor­diamo sem­pre che la pesca a method e pel­let feed­er si prat­i­ca su fon­dali puli­ti, in assen­za di cor­rente (o in pre­sen­za di cor­ren­ti assai ridotte) il che com­por­ta qua­si sem­pre di pot­er oper­are in un ambi­ente otti­male per gestire un pesce. Rias­sumen­do:

  • Taglia: 3000–4000
  • Antir­i­torno: sì
  • Filo in bobi­na: 8lb

Le due line clip in bobi­na ren­dono molto agev­ole bloc­care il filo per fis­sare la dis­tan­za di lan­cio anche se spes­so è più prati­co il sis­tema ad anel­lo. In ogni caso è con­sigli­a­bile real­iz­zare sul filo un nodo di stop in modo tale da seg­nare la dis­tan­za e poter­la ripristinare in caso sia sta­to nec­es­sario cedere filo al pesce.

Mulinello Method Feeder
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I pasturatori e le montature

Due argo­men­ti che pos­sono essere trat­tati insieme vis­to che si trat­ta pur sem­pre di pas­tu­ra­tori inline e che le mon­tature sono sovrap­poni­bili, per non dire iden­tiche.
Come abbi­amo più volte avu­to modo di dire, la pesca a method e pel­let feed­er prevede di pre­sentare l’esca in stret­to rap­por­to con il pas­tu­ra­tore e, ovvi­a­mente, con la pas­tu­ra che da questo viene rilas­ci­a­ta. Ciò sig­nifi­ca che i ter­mi­nali sono molto cor­ti e che qualunque fat­tore (tur­bolen­za, cor­rente) che por­ti alla dis­per­sione del­la pas­tu­ra è qua­si inevitabil­mente foriero di insuc­ces­so. In prat­i­ca si pesca in un faz­zo­let­to, un’area cioè di qualche deci­na di cm quadratati. Immag­i­nate il pal­mo del­la mano aper­ta con al cen­tro il pas­tu­ra­tore: più o meno quel­la è la zona dove si liber­erà la pas­tu­ra e dove deve essere col­lo­ca­ta l’esca.

La pas­tu­ra car­i­ca­ta in un method /pellet feed­er, una vol­ta in acqua, si lib­era in un’area molto cir­co­scrit­ta che, in con­dizioni otti­mali e pur con­sideran­do un cer­to movi­men­to sul fon­do (debole cor­rente), dif­fi­cil­mente si allarga oltre qualche deci­na di cm qua­drati. L’e­sem­pio del­la mano aper­ta è abbas­tan­za ader­ente alla realtà. Il ter­mi­nale di con­seguen­za è medi­a­mente di 8–10 cm.

Method feeder

Nel­la cat­e­go­ria dei method e pel­let feed­ers abbi­amo diverse tipolo­gie di pas­tu­ra­tore che con­di­vi­dono lo stes­so prin­ci­pio e pre­sen­tano vari­azioni che a mio avvi­so assumono impor­tan­za più nel­la pesca in acque com­mer­ciali che nat­u­rali. Nelle acque nat­u­rali, per via dei fat­tori sud­det­ti, con­viene badare più alla sostan­za che alla for­ma. Ne viene che i method piat­ti (flatbed), quel­li clas­si­ci e gen­eral­mente più eco­nomi­ci, risul­tano estrema­mente effi­caci. Stes­so dis­cor­so per il pel­let feed­ers, la cui vari­ante ad alta capac­ità (idea­ta per veico­lare ele­men­ti più grossolani come i bigat­ti­ni incol­lati) è l’u­ni­ca a risultare vera­mente nec­es­saria. Il con­siglio è dunque quel­lo di affi­dar­si alla sem­plic­ità sen­za trop­po perder­si tra le alter­na­tive che sep­pur intel­li­gen­ti dal pun­to di vista ingeg­ner­is­ti­co, di fat­to poi non por­tano reali van­tag­gi in ter­mi­ni di cat­ture.

Da sin­is­tra: method flatbed, pel­let feed­er clas­si­co (da pas­tu­ra e micro­pel­lets) e un più capi­ente sticky feed­er (per bigat­ti­ni incol­lati, pic­coli pel­lets e pas­ture varie).

Method pellet feeder

Che dif­feren­za c’è tra un method ed un pel­let feed­er? Sostanzial­mente nel liv­el­lo di pro­tezione del­la pas­tu­ra e nel­la modal­ità con la quale essa si apre sul fon­do. I method flatebed sono com­ple­ta­mente aper­ti e si uti­liz­za uno stampino per com­primervi sopra la pas­tu­ra. Sul fon­do la pas­tu­ra viene rilas­ci­a­ta tut­ta intorno poten­do di fat­to “crol­lare” lun­go l’in­tero perimetro del pas­tu­ra­tore. I pel­let feed­ers han­no invece una sola ampia aper­tu­ra quin­di la pas­tu­ra “crol­la e si apre” solo sul davan­ti. C’è poi il fat­to che essendo più cop­er­ti, i pel­let feed­ers pro­teggono mag­gior­mente la pas­tu­ra dal­l’im­pat­to con l’ac­qua e lim­i­tano la dis­per­sione del­la stes­sa in cala­ta. Inoltre i mod­el­li più gran­di pos­sono ospitare pas­ture, come i bigat­ti­ni incol­lati, che non rius­cireb­bero mai ad aderire al method.
Quin­di i pel­let feed­er sono migliori dei method? Non affret­ti­amo­ci a trarre con­clu­sioni. Sono diver­si e in base a come man­giano i pesci, al tipo di pas­tu­ra, al tipo di innesco e alle con­dizioni uno può risultare meglio del­l’al­tro. Si può dire che in caso di pesca su una cer­ta dis­tan­za e su una pro­fon­dità medio-impor­tante i pel­let feed­ers garan­tis­cono alla pas­tu­ra di rag­giun­gere il fon­do con minor dis­per­sione, quel­lo sì, e che pre­sen­tano una mag­gior capac­ità di trat­tenere la pas­tu­ra in caso di cor­rente. In altre con­dizioni (pesca in acque asso­lu­ta­mente calme, rel­a­ti­va­mente poco pro­fonde e su dis­tanze corte o medie) la scelta tra i due tipi di pas­tu­ra­tore segue altri cri­teri.

Quick Change Bead (per­li­na a cam­bio rapi­do).

Quick Change

Nel­l’af­frontare il tema mon­tature, in ques­ta sede pren­derò in con­sid­er­azione solo la vari­ante scor­rev­ole, l’u­ni­ca che può garan­tire al pesce la soprav­viven­za in caso di rot­ture a monte del pas­tu­ra­tore. Si perde l’ef­fet­to aut­o­fer­rante (bolt effect) e di questo purtrop­po dob­bi­amo ten­erne con­to sia in fase di lan­cio (l’amo si tro­va con­nes­so al feed­er che se si muove a monte ne provo­ca la lib­er­azione) che in fase di pesca (il quiver tor­na ad assumere una mag­gior fun­zione di let­tura). Risul­ta inoltre utile una leg­gera fer­ra­ta pro­prio per­ché il peso del feed­er inter­viene meno nel favorire la pen­e­trazione del­l’amo. Solo in caso di fon­dali asso­lu­ta­mente puli­ti si può pren­dere in con­sid­er­azione il set­up clas­si­co, con feed­er bloc­ca­to. In questo caso la mon­tatu­ra è iden­ti­ca e bas­ta solo appli­care uno stop a monte del pas­tu­ra­tore (un sem­plice palli­no di piom­bo). Ne viene che la mon­tatu­ra che vi pre­sen­terò può essere facil­mente trasfor­ma­ta in aut­o­fer­rante rima­nen­do iden­ti­ca al 99%. Dunque elim­i­nate qual­si­asi con­net­tore ad incas­tro che pre­sen­ti il feed­er che avete acquis­ta­to e sos­ti­tu­ite­lo con una per­li­na quick change.

Montatura pellet feeder

Che si uti­lizzi un pel­let o un method feed­er non cam­bia nul­la in quan­to entram­bi sono pas­tu­ra­tori inline (in lin­ea). In foto ho spec­i­fi­ca­to il cari­co di rot­tura piut­tosto che il diametro, come è con­sue­tu­dine d’oltre­man­i­ca, per­ché il cari­co di rot­tura ci dice molto di più del diametro di un monofi­lo. Par­lan­do di diametri e ammet­ten­do che si trat­ti del­lo stes­so filo, le mis­ure potreb­bero essere 0.20 per la lenza madre e 0.18 per il ter­mi­nale. Occorre speci­fi­car­lo per­ché se pren­dete in con­sid­er­azione solo il diametro e i fili sono diver­si non è raro trovare uno 0.18 che ha un cari­co di rot­tura supe­ri­ore ad uno 0.20 ed ecco che, in caso di prob­le­mi, si rompe pri­ma la lenza madre del ter­mi­nale. Fate­ci atten­zione. Mis­ure che sono comunque pura­mente indica­tive poiché se il tar­get sono pesci di grosse dimen­sioni da forzare (per­ché mag­a­ri il fon­do non è molto puli­to) è bene salire un po’ di diametro, ad es. 12lb per la lenza madre e 10 lb per il ter­mi­nale.

Azione di pesca

Method e pel­let non dif­feriscono molto dagli altri approc­ci a feed­er e val­go­no le regole gen­er­ali che vedono nel­la pre­ci­sione e nel­la fre­quen­za del lan­cio le armi migliori in nos­tro pos­ses­so per ottenere il mas­si­mo da ogni ses­sione. Gli spe­cial­isti del­la tec­ni­ca, che han­no con loro sem­pre più di una can­na, tal­vol­ta usano dei cage feed­er per real­iz­zare un pri­mo fon­do di pas­tu­ra tut­tavia il pesca­tore dal­l’ap­proc­cio meno ago­nis­ti­co può tran­quil­la­mente atten­dere che il fon­do si for­mi da solo. Un buon sis­tema è quel­lo di aumentare la fre­quen­za dei lan­ci nel­la pri­ma mez­z’o­ra di pesca (es. un lan­cio ogni 2 minu­ti), mag­a­ri com­pat­tan­do un po’ meno la pas­tu­ra così che si liberi più velo­ce­mente. A ses­sione avvi­a­ta il tem­po di per­ma­nen­za del feed­er in acqua si sti­ma di soli­to in 5 minu­ti e nel­la mag­gior parte dei casi vale la rego­la che se non si vedono man­giate nei pri­mi 5 minu­ti con­viene recu­per­are e rilan­cia­re.
Le man­giate sono sem­pre molto franche con la mon­tatu­ra aut­o­fer­rante e in caso di pesci molto vivaci (come quel­li di mare) o di grosse dimen­sioni (come nel trat­to di foce) la reazione deve essere pronta, pena ved­er volare via la can­na dal sup­por­to. Con la mon­tatu­ra scor­rev­ole c’è mag­gior let­tura poiché la lenza madre è diret­ta­mente in con­nes­sione con il quiver e, come det­to sopra, alla pie­ga del­la vet­ta è sem­pre con­sigli­a­bile fer­rare leg­ger­mente.

La can­na andrebbe sem­pre tenu­ta bas­sa, con il quiver riv­olto ver­so la super­fi­cie del­l’ac­qua e qua­si a sfio­rar­la. Ciò con­sente di affon­dare il filo e sot­trar­lo all’azione del ven­to, come del resto la vet­ta. Pes­can­do in con­dizioni di acque ferme o molto lente non vi è mai moti­vo di posizionare la can­na diver­sa­mente se non il fat­to di non pot­er fare altri­men­ti per via delle carat­ter­is­tiche del­lo spot.

Method feeder

Se il set­up è cor­ret­to e la lenza in per­fet­to equi­lib­rio con la can­na, il pesce si lavo­ra con tran­quil­lità e il ter­mi­nale non ne risente anche se molto cor­to e poco elas­ti­co. Le rot­ture sono in genere seg­no di un equi­lib­rio pre­cario se non addirit­tura di un evi­dente sbi­lan­ci­a­men­to tra can­na e monofili uti­liz­za­ti. I pas­tu­ra­tori elas­ti­ciz­za­ti (con set­tore elas­ti­co in feeder/power gum) rap­p­re­sen­tano una scelta ben pre­cisa e non andreb­bero usati per bilan­cia­re accop­pi­a­men­ti errati quan­to piut­tosto per rispon­dere a neces­sità (es. uti­liz­zo di diametri sot­tili iper via di ami di pic­cole dimen­sioni). Il con­siglio è dunque di non abusarne.

Esche e pasture

Qui al momen­to è pos­si­bile solo fare un accen­no in quan­to l’ar­go­men­to è trop­po vas­to. In pri­mo luo­go dob­bi­amo con­sid­er­are che i pesci cat­tura­bili a method e pel­let feed­er sono quel­li abit­uati a pas­co­lare e nutrir­si sul fon­do e con spic­ca­ta atti­tu­dine a stare sul­la pas­tu­ra. In mare le prede clas­siche sono i cefali e la mag­gior parte degli spari­di (orate, saraghi, occhi­ate e salpe). Asso­lu­ta­mente meno fre­quen­ti, tan­to da risultare cat­tura spo­rad­i­ca, sono ad esem­pio le spigole (pur uti­liz­zan­do il bigat­ti­no). Ne viene che conoscen­do i pesci si conoscono di con­seguen­za anche le pas­ture e le esche migliori.
Par­lan­do di sfar­i­nati o “ground­bait” (da stam­pare sul method o com­primere nel pel­let feed­er) il clas­si­co mix al 50% di cefa­lo bian­ca e fon­do mare è un ever­green del­la pesca a feed­er che assi­cu­ra sem­pre otti­mi risul­tati ed è asso­lu­ta­mente di facile reperi­bil­ità in qual­si­asi negozio.

Method con mix di cefa­lo bian­ca e fon­do mare al 50%. Un velo di cefa­lo bian­ca asciut­ta è sta­to dis­pos­to sul fon­do del­lo stam­po per facil­i­tarne il dis­tac­co.

Method mare

Tre clas­siche prede da method feed­er in mare: Occhi­ate, saraghi e cefali.

Occhiata method
Sarago Method
Cefali method

Otti­mi sono anche i micro­pel­lets, quel­li da 2 mm alla fari­na di pesce, che sono rapi­di da preparare e si uti­liz­zano su entram­bi i pas­tu­ra­tori in quan­to, una vol­ta idratati, ben si prestano ad essere com­pres­si sia nel pel­let che sul method  feed­er. Nei pel­let feed­er di mag­giori dimen­sioni risul­tano inoltre otti­mi i bigat­ti­ni incol­lati (con ara­bi­ca o dest­ri­na a sec­on­da del tipo di incol­lag­gio che volete ottenere) e la pesca tende a ridurre l’at­trazione nei con­fron­ti dei cefali e a spostar­la mag­gior­mente ver­so gli spari­di.
Le esche sono tra le più varie ma volen­do rimanere sul sem­plice, for­mag­gio, pane, pas­ta e pastel­la per tut­ti i pesci (cefali e spari­di) e bigat­ti­ni sono le più comu­ni. Ma si può spaziare ampia­mente; in mare fun­zio­nano bene tut­ti i tipi di pel­let da innesco al pesce e risul­tati eccezion­ali si pos­sono ottenere con il pet­to di pol­lo crudo, esca spes­so (a tor­to) non con­sid­er­a­ta ma da annover­are tra le migliori.
Gius­to per pro­porre qualche com­bi­nazione clas­si­ca da provare e asso­lu­ta­mente non speci­fi­ca:

  • Cefali: method feed­er con pas­tu­ra (cefa­lo bian­ca oppure mix al 50% cefa­lo bianca+fondo mare); esca mor­bi­da (pane, fioc­chet­to di pet­to di pol­lo crudo)
  • Spari­di in genere: method feed­er con pas­tu­ra (mix al 50% cefa­lo bianca+fondo mare); esca mor­bi­da (cubet­to di for­mag­gio a pas­ta semi­du­ra), bigat­ti­no oppure pel­let duro da 6–8 mm alla fari­na di pesce.
  • Saraghi e orate: pel­let feed­er con bigat­ti­no incol­la­to ed esca bigat­ti­no; pel­let feed­er con micro­pel­lets (2–3 mm al pesce) ed esca pel­let duro da innesco 6–8 mm alla fari­na di pesce.

I pel­let feed­ers sono otti­mi pas­tu­ra­tori  per il bigat­ti­no incol­la­to (dest­ri­na, ara­bi­ca). L’ap­proc­cio è vali­do in tut­ti gli ambi­en­ti, sia in mare che in acqua dolce.

Pellet feeder bigattino

Dis­cor­so sim­i­le si può fare per le acque salmas­tre e dol­ci. Una lista di pos­si­bili esche e pas­ture sarebbe inutile poiché il loro numero è molto ele­va­to e la rispos­ta estrema­mente vari­abile a sec­on­da degli spot, delle abi­tu­di­ni dei pesci, delle con­dizioni del­l’ac­qua e del­la sta­gione. La gius­ta com­bi­nazione tra esca e pas­tu­ra è dunque frut­to di prove ed osser­vazioni sul lun­go peri­o­do che han­no una valen­za molto “locale”. In questo forse — ma par­lo per espe­rien­za stret­ta­mente per­son­ale — tro­vo più com­p­lesso indi­vid­uare il per­fet­to con­nu­bio per i pesci d’ac­qua dolce (che han­no gusti spes­so par­ti­co­lari e vari­abili durante l’an­no) che per quel­li di mare.

Method mix. In questo caso un gen­eroso pel­let pop-up al krill è sta­to inser­i­to in una pas­tu­ra cos­ti­tui­ta da uno stra­to super­fi­ciale di micro­pel­lets al krill ed uno pro­fon­do di ground­bait Breme Black.

Mix method
cefalo method
Channel method

Se in mare le pas­ture sono tutte salate (base for­mag­gio, fari­na di pesce, crosta­cei, mol­luschi, anel­li­di e via dicen­do) in fiume rive­stono un ruo­lo impor­tante anche quelle dol­ci con il risul­ta­to che le varie com­bi­nazioni si molti­pli­cano. Non è raro anche il mix dolce-sala­to. A com­pli­care ulte­ri­or­mente il dis­cor­so c’è anche tema dei col­ori o meglio dire del con­trasto, con le pas­ture chiare che in acque tor­bide e limac­ciose pos­sono essere preferite a quelle scure, più dis­crete in acque molto limpi­de e indi­cate per specie par­ti­co­lar­mente dif­fi­den­ti. Per non par­lare poi delle spezie, che se in mare rive­stono un ruo­lo abbas­tan­za mar­ginale, in acqua dolce han­no pro­pri­età sti­molan­ti molto più mar­cate. Se non avete già espe­rien­za cir­ca le pas­ture più indi­cate per il vostro spot il con­siglio è di rimanere sul sem­plice, almeno all’inizio, con le dol­ci da preferire in pri­mav­era-estate e quelle salate in autun­no-inver­no. In tut­ti i negozi sono facil­mente reperi­bili le due dol­ci, gial­la e rossa, più le salate clas­siche al for­mag­gio e alla fari­na di pesce. La gran­u­lome­tria è anch’es­sa impor­tante (in genere sul method è di tipo medio-fine) ma con la gius­ta idratazione vi si adat­tano un po’ tutte le pas­ture, sen­za con­tare il fat­to che si usano anche i micro­pel­lets (al krill, alla betaina o al Robin Red i più uti­liz­za­ti). Per le esche da abbina­re si va dal mais, ai pel­lets da innesco fino ai mod­erni wafters per pre­sen­tazioni par­ti­co­lari in cui l’esca annul­la il peso del­l’amo.
Anche qui, gius­to qualche approc­cio clas­si­co per iniziare:

  • Carpe: method “dolce” con pas­tu­ra gial­la o rossa ed esca il chic­co di mais o un wafter gial­lo a ren­dere il peso del­l’in­nesco neu­tro o leg­ger­mente gal­leg­giante.
  • Carpe e altri pesci: method “sala­to” con pas­tu­ra fish meal (alla fari­na di pesce) ed esca pel­let al pesce (marine hal­ibut); in alter­na­ti­va pas­tu­ra (o micro­pel­lets) e pel­let al krill.
  • Carpe ed altri pesci: pel­let feed­er car­i­ca­to con pas­tu­ra in mix (ground­bait a scelta+mais tritato+bigattini mor­ti) ed esca un ciuf­fet­to di bigat­ti­ni mor­ti.

In realtà nes­suna delle tre pro­poste è speci­fi­ca, né più effi­cace di altre, ed esistono centi­na­ia di pos­si­bili com­bi­nazioni. Per trovare quel­la gius­ta serve tan­ta pazien­za.
A ques­ta bre­vis­si­ma panoram­i­ca (poi più avan­ti entr­ere­mo mag­gior­mente nel det­taglio) va aggiun­to il pane, esca e pas­tu­ra eccezionale in qual­si­asi ambi­ente, sia mare che acqua dolce.

Il pan baulet­to frul­la­to, conosci­u­to come “liq­uidised bread”, è una pas­tu­ra che ben si pres­ta alla pesca a method su cor­ta dis­tan­za e fon­dali poco pro­fon­di. Come esca vi si può abbina­re il dis­co di pane (punched bread) rica­va­to da una fet­ta con gli apposi­ti pun­zoni.

Method bread
Method bread

In prat­i­ca non esiste pesce insidi­a­bile a method che non gradis­ca il boc­cone di pane. Le carpe sono tra questi.

Carpa bread fishing

Par­ti­co­lare atten­zione si deve porre nel­la preparazione delle pas­ture, siano esse rap­p­re­sen­tate da sfar­i­nati (ground­bait), micro­pel­lets, o mix di vari ele­men­ti. La loro idratazione deve essere otti­male così da garan­tire la tenu­ta sul pas­tu­ra­tore ma anche l’aper­tu­ra una vol­ta sul fon­do. Una pas­tu­ra poco idrata­ta ver­rà per­sa nel lan­cio o si aprirà con l’im­pat­to in acqua, dis­per­den­dosi in cala­ta. Una pas­tu­ra trop­po idrata­ta e col­losa rischierà di non aprir­si neanche dopo una lun­ga per­ma­nen­za sul fon­do. Spes­so non è tan­to il tipo di pas­tu­ra che deter­mi­na la rius­ci­ta del­la ses­sione di pesca ma come la pas­tu­ra lavo­ra.

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Method e pel­let feed­er si car­i­cano diver­sa­mente ma in entram­bi i casi l’esca viene col­lo­ca­ta in super­fi­cie e in stret­to con­tat­to con la pas­tu­ra. La final­ità è quel­la di lib­er­are l’esca in acqua non appe­na la pas­tu­ra si idra­ta e “crol­la”. Ovvi­a­mente poi ci sono modal­ità diverse, con pesca­tori che las­ciano l’esca ben vis­i­bile in super­fi­cie sin da subito ed altri che vi sovrap­pon­gono uno stra­to di pas­tu­ra pro­tet­ti­vo. Dipende dal­la dis­tan­za di lan­cio, dal­la pro­fon­dità che si deve affrontare e son val­u­tazioni che si fan­no caso per caso. Addirit­tura c’è chi las­cia il ter­mi­nale libero, specie quan­do l’esca è volu­mi­nosa e potrebbe creare prob­le­mi di com­pat­tez­za del­la pas­tu­ra.

1. Clas­si­co cari­ca­men­to del method uti­liz­zan­do lo stam­po. L’esca soli­ta­mente si posiziona in super­fi­cie, dopodiché si car­i­ca la pas­tu­ra ed infine si com­prime il tut­to tra feed­er e stam­po.

Method
Method
method
Method
Method

Se nec­es­sario è pos­si­bile appli­care un ulte­ri­ore stra­to di pas­tu­ra super­fi­ciale ed oper­are una doppia com­pres­sione. Serve a pro­teggere esca e pas­tu­ra sot­tostante nel­la pesca a dis­tan­za (aumen­to del­la resisten­za a lan­cio e impat­to nel­l’ac­qua).

Method
Method

2. Cari­ca­men­to del pel­let feed­er. L’esca si posiziona sul­la super­fi­cie del­la pas­tu­ra dopodiché viene ricop­er­ta con un altro sot­tile stra­to di pas­tu­ra. Il cari­ca­men­to può avvenire con una sola mano.

Pellet
Pellet
Pellet

Boosters

Ques­ta panoram­i­ca sul­la pesca a method e pel­let feed­er non pote­va con­clud­er­si sen­za un accen­no agli addi­tivi che volu­ta­mente teni­amo sep­a­rati dal resto in quan­to step suc­ces­si­vo. Si trat­ta di preparati che in varia for­ma ven­gono aggiun­ti ad esche e pas­ture per aumen­tarne l’at­trat­ti­va. In com­mer­cio ve ne sono di diverse tipolo­gie ed alcu­ni pos­so essere anche real­iz­za­ti a casa. Non sono sem­pre nec­es­sari, né di per sé garan­tis­cono con certez­za che esca e pas­tu­ra risulti­no ai pesci più gra­dite, anche con­sideran­do che di soli­to par­liamo di prodot­ti di base (sfar­i­nati, pel­lets) di ele­va­ta qual­ità e ben col­lau­dati. Tut­tavia rap­p­re­sen­tano una mar­cia in più e qual­cosa da provare quan­do le con­dizioni si fan­no più dif­fi­cili. Come per le pas­ture, esisten­done un’in­finità, l’ap­proc­cio è sim­i­le: provare, con pazien­za, e val­utare i risul­tati sul lun­go peri­o­do.

Alcu­ni boost­ers ven­gono appli­cati diret­ta­mente sul method.

Method boosters
Method boosters
Method boosters
Method boosters

Gius­to tre esem­pi, benché insuf­fi­ci­en­ti, per chiarire il pos­si­bile uti­liz­zo:

  • Addi­ti­vo liq­ui­do all’aglio (gar­lic) o all’aglio e for­mag­gio (cheesy gar­lic): vali­do in tut­ti gli ambi­en­ti, sia in mare che in acqua dolce. Può essere aggiun­to in pas­tu­ra (ground­bait) o come inte­gra­tore nel­la bag­natu­ra del pel­let (che lo assorbe).
  • Addi­ti­vo gel (vari gusti e col­ori): viene di soli­to appli­ca­to sul­la super­fi­cie del method. Ne esistono sia di vali­di in mare che speci­fi­ci per acqua dolce (es. ai frut­ti).
  • Addi­tivi “fai da te”: pos­sono essere di qual­si­asi tipo e di preparazione molto sem­plice oppure estrema­mente com­p­lessa. Si va da sem­pli­ci spezie (es. cur­cuma, chili, ecc.) dis­ci­olte in acqua per ottenere liq­ui­di fino a preparati den­si e col­losi (sim­ili ai gel com­mer­ciali).

Capirete che una trat­tazione com­ple­ta avrebbe il risul­ta­to di gener­are solo una gran con­fu­sione. Per il momen­to bas­ta sapere di che si trat­ta; vedremo più avan­ti caso per caso alcu­ni prodot­ti di uso più comune.

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