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Pesca sportiva in mare e in acqua dolce. Tecniche, attrezzature, esperienze.

Sonde e misurazione del fondo

Tem­po di let­tura: 4 minu­ti

Non c’è tec­ni­ca in cui si pos­sa pre­scindere dal conoscere le carat­ter­is­tiche del­la zona di pesca e del­lo spazio in cui andremo ad oper­are. Igno­rare queste infor­mazioni sarebbe in prat­i­ca come pescare a casac­cio. Ogni dis­ci­plina ha i suoi meto­di, più o meno pre­cisi, cui va aggiun­to il con­trib­u­to del­l’osser­vazione e del­l’es­pe­rien­za. Nel­la pesca al colpo la mis­urazione del fon­dale è parte inte­grante del­l’azione di pesca, azione che si può svol­gere a tre liv­el­li:

  • Soll­e­vati dal fon­do: in inglese under-depth (a pro­fon­dità infe­ri­ore).
  • A sfiorare/toccare il fon­do: in inglese dead-depth (esat­ta­mente sul fon­do).
  • Appog­giati sul fon­do: in inglese over-depth (a pro­fon­dità supe­ri­ore).

Conoscere con pre­ci­sione la pro­fon­dità del­la zona di pesca nei vari pun­ti (intorno a dove lavo­ra la lenza) con­sente inoltre di indi­vid­uare rialza­men­ti e buche che pos­sono rap­p­re­sentare pun­ti dove pas­tu­ra e pesci ten­dono a con­cen­trar­si. Tal­vol­ta, benché sia più dif­fi­coltoso rispet­to al leg­ering, si pos­sono ottenere infor­mazioni anche sulle carat­ter­is­tiche del fon­dale, se questo sia ad esem­pio preva­len­te­mente sab­bioso o ciot­toloso.

Sonde e principali tipologie

Esistono molti tipi di sonde e nel­la mag­gior parte dei casi la mis­urazione si fa a liv­el­lo del­l’amo. Tal­vol­ta quan­do è pre­vis­to un cer­to appog­gio (es. pesca con il ter­mi­nale sdra­ia­to sul fon­do) c’è chi preferisce son­dare sul pri­mo o sec­on­do palli­no ma anche in questo caso si potrebbe comunque son­dare sul­l’amo e poi alzare il gal­leg­giante (dare più fon­do) di una misura pari alla dis­tan­za tra amo e pri­mo o sec­on­do palli­no. Ma così non è meno pre­ciso? Non ci sono a mio parere dif­feren­ze par­ti­co­lar­mente sig­ni­fica­tive per­ché a meno di non pescare asso­lu­ta­mente fer­mi in un pun­to (forse è pos­si­bile con la roubasi­enne ma non con la bolog­nese) il fon­dale non è mai per­fet­ta­mente rego­lare e l’ap­pog­gio sarà sem­pre vari­abile. Se poi c’è cor­rente, come nel­la pesca a trat­tenu­ta bloc­ca­ta, anche pes­can­do con la lenza stop­pa­ta il ter­mi­nale sarà sogget­to a forze incostan­ti per la natu­ra stes­sa del­la cor­rente che nel trat­to di foce ha dei pic­chi (su e giù). Ma di questo avre­mo modo di par­lare più avan­ti.
Dunque ci sono sonde tipi­ca­mente da amo e sonde che si pos­sono appli­care ovunque sul­la lenza (un clas­si­co sono quelle a mol­let­ta). L’u­so di una o del­l’al­tra son­da è ques­tione di pref­eren­za. Infine ci sono sonde “com­mer­ciali” e sonde che potete costru­ire a par­tire da mate­ri­ali di uso comune. Tra quest’ul­time forse la più prat­i­ca in asso­lu­to è quel­la real­iz­za­ta con un piom­bo scor­rev­ole al cui inter­no si fa pas­sare un’a­so­la elas­ti­ca (power/feeder gum o elas­ti­co da roubasi­enne) di spes­sore tale da non far scivolare via il piom­bo.

Quat­tro tipi di son­da: son­da neo­prene, son­da a mol­la, son­da a elas­ti­co, palli­no inglese SSG.

Sonde pesca al colpo bolognese inglese

Misurazione del fondo

Quan­do si par­la di mis­urazione la son­da chiara­mente si appli­ca sul­l’amo. Il prin­ci­pio è quan­to mai banale: la son­da ha un peso di molto supe­ri­ore alla por­ta­ta del gal­leg­giante e finché la dis­tan­za tra amo e gal­leg­giante è infe­ri­ore alla pro­fon­dità del­la zona di pesca il gal­leg­giante affon­da. Si va dunque per ten­ta­tivi: si aumen­ta il fon­do, cioè si alza il gal­leg­giante, finché questo non smette di affon­dare ed inizia a ren­der­si vis­i­bile l’an­ten­na. Cosa accade se alzi­amo trop­po? Qui bisogna ragionare su un fat­to: il ter­mi­nale è pri­vo di piom­bo e non influisce sul­la taratu­ra del gal­leg­giante. Potrem­mo così aver alza­to e non ren­dercene con­to in quan­to la spal­li­na­ta (respon­s­abile del­la taratu­ra) è sopra e il ter­mi­nale pog­gia sul fon­dale. Con­viene dunque mis­urare leg­ger­mente under-depth, cioè fa affio­rare il gal­leg­giante un po’ meno del nor­male. Ciò sig­nifi­ca che quan­do andi­amo a rimuo­vere la son­da l’amo risul­terà soll­e­va­to di poco dal fon­do e potremo rego­lare fine­mente la dif­feren­za in un sec­on­do momen­to, se lo deside­ri­amo, o anche las­cia­re tut­to com’è in quan­to il fon­dale, come det­to pri­ma, non è mai rego­lare.

Pallino SSG

Il palli­no di piom­bo schi­ac­cia­to sul­l’amo (di soli­to un SSG pari a 1.6 g) è un meto­do che si uti­liz­za nel­la pesca all’in­glese ma in certe situ­azioni può risultare utile anche con la bolog­nese. Di soli­to nel­la pesca in pun­ta di can­na o a dis­tan­za molto cor­ta si uti­liz­zano gli altri tipi di son­da che sono abbas­tan­za pesan­ti. Il moti­vo è che tan­to più una son­da è pesante tan­to più scende rap­i­da­mente e meno subisce l’in­fluen­za di cor­ren­ti e tur­bolen­ze. Par­liamo di pesi che pos­sono essere di dieci, ven­ti o anche trenta gram­mi (dipende dal gal­leg­giante e dal­la cor­rente). Questi pesi van­no bene se si pesca in pun­ta di can­na o poco più dis­tan­ti ma oltre un cer­to lim­ite cre­ano un prob­le­ma di lan­cia­bil­ità molto serio. Nel­la pesca all’in­glese, dove spes­so si opera a dis­tan­za, queste sonde dal peso gen­eroso non ven­gono infat­ti uti­liz­zate e si preferisce sovratarare il gal­leg­giante con un pic­co­lo peso appli­ca­to diret­ta­mente sul­l’amo (tipi­ca­mente un SSG). Dunque si lan­cia, si attende che il gal­leg­giante affon­di, si recu­pera, si alza il gal­leg­giante (si aumen­ta il fon­do) e si rilan­cia. Si pro­cede in questo modo finché non inizia a ren­der­si vis­i­bile la som­mità del­l’an­ten­na, il che sig­nifi­ca che siamo molto prossi­mi alla pro­fon­dità gius­ta.

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Altre informazioni

Sui fon­dali irre­go­lari la pro­fon­dità in un pun­to può essere diver­sa da quel­la pre­sente in una zona anche molto vic­i­na. Una vol­ta mis­ura­ta la pro­fon­dità, pri­ma di togliere la son­da è fon­da­men­tale ver­i­fi­care se intorno siamo cir­ca allo stes­so liv­el­lo, se sono pre­sen­ti avval­la­men­ti (buche) impor­tan­ti, nel qual caso il gal­leg­giante affon­da, oppure se sono pre­sen­ti rilievi, nel qual caso esce dal­l’ac­qua una porzione mag­giore di anten­na.
Queste oper­azioni richiedono un po’ di tem­po ma con l’es­pe­rien­za si riesce a velo­ciz­zare un po’, anche se non di molto. Si trat­ta di tem­po che può apparire come inutil­mente sot­trat­to all’azione di pesca vera e pro­pria tut­tavia non è così: è un tem­po che è parte fon­da­men­tale del­l’azione di pesca.

4 commenti su “Sonde e misurazione del fondo”

    • Dipende essen­zial­mente dal­la tec­ni­ca di pesca. Come ho scrit­to, in gen­erale le sonde a clip, elas­ti­co e neo­prene si uti­liz­zano pes­can­do in pun­ta di can­na o a dis­tan­za molto cor­ta e quin­di le scon­siglio se si preve­dono lan­ci lunghi. Pes­can­do a 20 metri si va in sovrataratu­ra del gal­leg­giante, appli­can­do cioè in lenza più peso in modo che se l’al­tez­za set­ta­ta è infe­ri­ore alla pro­fon­dità il gal­leg­giante affon­da. Dove e come appli­care questo peso di sovrataratu­ra dipende dal­la tec­ni­ca di pesca: inglese, bolog­nese, gal­leg­giante fis­so o scor­rev­ole.
      Può cioè essere suf­fi­ciente un palli­no schi­ac­cia­to sul­l’amo come dover ricor­rere ad un bulk in lenza. In ogni caso con­siglio i palli­ni ingle­si molto mor­bi­di e facil­mente removi­bili.

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