Nella pesca al colpo (pesca a bolognese, pesca all’inglese, ecc.), la misurazione del fondo è un passaggio cruciale, non un semplice dettaglio. Le diverse caratteristiche morfologiche dello specchio d’acqua (dislivelli, buche, rocce, detriti, alghe, rami sommersi, ecc.) e le caratteristiche delle diverse specie (grufolatori, pesci di mezz’acqua o di superficie) ci obbligano a presentare l’esca a diversi livelli a seconda dello spot e del tipo di pesce che intendiamo insidiare. Genericamente si individuano tre livelli principali:
- Sollevati dal fondo: in inglese under-depth (a profondità inferiore). Per i pesci che generalmente sostano negli strati intermedi della colonna d’acqua.
- A sfiorare/toccare il fondo: in inglese dead-depth (esattamente sul fondo). Su fondali morbidi (es. sabbia, fango, alghe) per evitare che l’esca sprofondi o sparisca e nella ricerca di pesci che si nutrono nei pressi del fondo.
- Appoggiati sul fondo: in inglese over-depth (a profondità superiore). Su fondali puliti, generalmente duri, e nella ricerca di pesci che si nutrono sul fondo.

Sonde e principali tipologie
Esistono molti tipi di sonde e nella maggior parte dei casi la misurazione si fa a livello dell’amo. Talvolta quando è previsto un certo appoggio (es. pesca con il terminale sdraiato sul fondo) c’è chi preferisce sondare sul primo o secondo pallino ma anche in questo caso si potrebbe comunque sondare sull’amo e poi alzare il galleggiante (dare più fondo) di una misura pari alla distanza tra amo e primo o secondo pallino. Ma così non è meno preciso? Non ci sono a mio parere differenze particolarmente significative perché a meno di non pescare assolutamente fermi in un punto (forse è possibile con la roubasienne ma non con la bolognese) il fondale non è mai perfettamente regolare e l’appoggio sarà sempre variabile. Se poi c’è corrente, come nella pesca a trattenuta bloccata, anche pescando con la lenza stoppata il terminale sarà soggetto a forze incostanti per la natura stessa della corrente che nel tratto di foce ha dei picchi (su e giù).
Dunque ci sono sonde tipicamente da amo e sonde che si possono applicare ovunque sulla lenza (un classico sono quelle a molletta). L’uso di una o dell’altra sonda è questione di preferenza. Infine ci sono sonde “commerciali” e sonde che potete costruire a partire da materiali di uso comune. Tra quest’ultime forse la più pratica in assoluto è quella realizzata con un piombo scorrevole al cui interno si fa passare un’asola elastica (power/feeder gum o elastico da roubasienne) di spessore tale da non far scivolare via il piombo.
Quattro tipi di sonda: sonda neoprene, sonda a molla, sonda a elastico, pallino inglese SSG.

Misurazione del fondo
Il funzionamento di una sonda è molto semplice: la sonda di applica nel punto più basso della lenza (di solito sull’amo) e il peso in lenza (sonda più eventuale piombatura) deve essere superiore alla portata del galleggiante; finché la distanza tra sonda e galleggiante è inferiore alla profondità della zona di pesca il galleggiante affonda. Si va dunque per tentativi: si aumenta il fondo, cioè si alza il galleggiante, finché questo non smette di affondare ed inizia a rendersi visibile l’antenna. Non appena affiora l’antenna la sonda ha toccato il fondo. Se abbiamo applicato la sonda direttamente sull’amo possiamo rimuoverla e pescare così toccando/sfiorando il fondo (dead-depth).
Come detto il funzionamento è semplice, tuttavia occorre fare attenzione ad alcuni dettagli.
Quando sondiamo sull’amo dobbiamo considerare che il terminale è privo di piombo e non influisce sulla taratura del galleggiante. Potremmo così alzare troppo e non rendercene conto in quanto la spallinata (responsabile della taratura) è sopra e il terminale poggia sul fondale. Le soluzioni qui sono due: o sondiamo sul primo pallino e poi alziamo il fondo di una misura pari alla lunghezza del terminale oppure sondiamo sull’amo e, come detto sopra, ci fermiamo non appena si percepisce l’antenna del galleggiante. In questo secondo caso quando andremo a rimuovere la sonda l’amo risulterà sollevato di poco dal fondo e potremo regolare finemente la differenza in un secondo momento, se lo desideriamo, o anche lasciare tutto com’è in quanto il fondale, come detto prima, non è mai regolare.

Il pallino di piombo schiacciato sull’amo (di solito un SSG pari a 1.6 g) è un metodo alternativo che si utilizza nella pesca all’inglese ma in certe situazioni può risultare utile anche con la bolognese. Di solito nella pesca in punta di canna o a distanza molto corta si utilizzano gli altri tipi di sonda che sono abbastanza pesanti. Il motivo è che tanto più una sonda è pesante tanto più scende rapidamente e meno subisce l’influenza di correnti e turbolenze. Parliamo di pesi che possono essere di dieci, venti o anche trenta grammi (dipende dal galleggiante e dalla corrente). Questi pesi vanno bene se si pesca in punta di canna o poco più distanti ma oltre un certo limite creano un problema di lanciabilità molto serio. Nella pesca all’inglese, dove spesso si opera a distanza, queste sonde dal peso generoso non vengono infatti utilizzate e si preferisce sovratarare il galleggiante con un piccolo peso applicato direttamente sull’amo (tipicamente un SSG). Dunque si lancia, si attende che il galleggiante affondi, si recupera, si alza il galleggiante (si aumenta il fondo) e si rilancia. Si procede in questo modo finché non inizia a rendersi visibile la sommità dell’antenna, il che significa che siamo molto prossimi alla profondità giusta.

Altre informazioni
Sui fondali irregolari la profondità in un punto può essere diversa da quella presente in una zona anche molto vicina. Una volta misurata la profondità, prima di togliere la sonda è fondamentale verificare se intorno siamo circa allo stesso livello, se sono presenti avvallamenti (buche) importanti, nel qual caso il galleggiante affonda, oppure se sono presenti rilievi, nel qual caso esce dall’acqua una porzione maggiore di antenna.
Queste operazioni richiedono un po’ di tempo ma con l’esperienza si riesce a velocizzare un po’, anche se non di molto. Si tratta di tempo che può apparire come inutilmente sottratto all’azione di pesca vera e propria tuttavia non è così: è un tempo che è parte fondamentale e integrante dell’azione di pesca stessa.
Come faccio a tarare il fondo quando voglio pescare a distanza , esempio a 20 metri dalla spiaggia
Dipende essenzialmente dalla tecnica di pesca. Come ho scritto, in generale le sonde a clip, elastico e neoprene si utilizzano pescando in punta di canna o a distanza molto corta e quindi le sconsiglio se si prevedono lanci lunghi. Pescando a 20 metri si va in sovrataratura del galleggiante, applicando cioè in lenza più peso in modo che se l’altezza settata è inferiore alla profondità il galleggiante affonda. Dove e come applicare questo peso di sovrataratura dipende dalla tecnica di pesca: inglese, bolognese, galleggiante fisso o scorrevole.
Può cioè essere sufficiente un pallino schiacciato sull’amo come dover ricorrere ad un bulk in lenza. In ogni caso consiglio i pallini inglesi molto morbidi e facilmente removibili.
Grazie per la risposta , sto cominciando a pescare bolognese e inglese
Buon percorso! Per qualsiasi dubbio siamo qui 👍