Elba Fishing Blog
Pesca sportiva in mare e in acqua dolce. Tecniche, attrezzature, esperienze.

Pellet waggler in mare

Tem­po di let­tura: 10 minu­ti

Pri­ma di iniziare a par­lare di tec­ni­ca occorre fare il pun­to sul­l’u­so del pel­let in mare. Il pel­let non è con­cettual­mente diver­so da un cubet­to di for­mag­gio o qual­si­asi altra esca semi­du­ra. Si trat­ta di ele­men­ti estranei all’ambiente mari­no, cioè non nat­u­ral­mente pre­sen­ti, ma che eserci­tano capac­ità attrat­ti­va nei con­fron­ti dei pesci in virtù delle pro­pri­età organolet­tiche e del fat­to che rap­p­re­sen­tano un nutri­men­to ric­co di cos­tituen­ti impor­tan­ti (car­boidrati, oli, pro­teine, ecc.). Spes­so si sostiene che il pel­let rende meglio in spot prossi­mi ad impianti di itti­coltura per via dell’occasionale fuga di pesci abit­uati a cibarsene, tut­tavia ciò non sig­nifi­ca che il suo uti­liz­zo sia lim­i­ta­to a questi con­testi. Vedremo infat­ti come in spot “sel­vag­gi”, tipi­ca­mente le scogliere nat­u­rali lon­tane da det­ti impianti, por­ti, foci e canali, il pel­let se ben dosato e uti­liz­za­to pos­sa risultare un’esca a dir poco micidi­ale.

Tipologia di pellet

In questo par­ti­co­lare meto­do di pesca con il wag­gler si uti­liz­zano pel­let duri alla fari­na di pesce di diametro che va dai 4 agli 8 mm. I diametri minori sono des­ti­nati alla pas­tu­razione men­tre quel­li mag­giori all’innesco. Se peschi­amo con il pel­let da 6 mm pas­turi­amo con quel­lo da 4 mm, se invece inneschi­amo il pel­let da 8 mm pas­turi­amo con quel­lo da 6 mm.
In genere la “cop­pia” è 6–8 tut­tavia in cer­ti casi può essere nec­es­sario scen­dere a 4–6. Più il pel­let è pic­co­lo e più scende lenta­mente ver­so il fon­do e la cop­pia 4–6 con­sente di pescare più agevol­mente in cala­ta ed uti­liz­zare ami di minor dimen­sioni, come anche diametri di ter­mi­nale più sot­tili. Ovvi­a­mente un tale approc­cio com­por­ta un’au­men­ta­ta prob­a­bil­ità di alla­mare prede minori, cosa più dif­fi­cile quan­do l’esca è rap­p­re­sen­ta­ta da un gen­eroso 8 mm che si abbina ad un amo più grande.

I tre diametri di pel­let uti­liz­za­ti: 8, 6 e 4 mm. In alcu­ni  pel­let le mis­ure sono pura­mente indica­tive e pos­sono esservi vari­azioni di diametro anche vis­i­bili ad occhio.

Pellets

Esiste una vari­età molto nutri­ta di pel­let e sin­ce­ra­mente in ambi­ente nat­u­rale non vi è una dif­feren­za net­ta ed inequiv­o­ca­bile tra questo e quel pel­let. Risul­tati abbas­tan­za sovrap­poni­bili si otten­gono uti­liz­zan­do sia i comu­ni pel­let da all­e­va­men­to come i pel­let “da pesca” delle varie aziende. Non che siano tut­ti uguali, inten­di­amo­ci, ma i pel­let duri (a sfal­da­men­to molto lun­go) alla fari­na di pesce più o meno pre­sen­tano una capac­ità attrat­ti­va sim­i­le e se da un parte si può obi­ettare che il rilas­cio degli oli e delle altre sostanze può vari­are da pel­let a pel­let, l’u­so in pas­tu­ra di un mix di pel­let duri e pre-idratati di soli­to bilan­cia la situ­azione.

Dove, quando e perché

A volte sen­to dire che “il pel­let non fun­ziona” e sin­ce­ra­mente non ne com­pren­do appieno il moti­vo. Ho mosso i miei pri­mi pas­si con il pel­let in scogliera nat­u­rale, in spot lon­tani da por­ti e asso­lu­ta­mente sel­vag­gi. Spot in cui i pesci non ave­vano mai vis­to un pel­let in tut­ta la loro vita ed i risul­tati sono stai imme­diati. In fon­do, con­sis­ten­za a parte, non vi è dif­feren­za con una pastel­la e se lan­ciati sot­to spon­da i pel­let atti­ra­no la clas­si­ca nuvola di min­u­taglia come una qual­si­asi pas­tu­ra. Per­ché allo­ra non dovreb­bero fun­zionare? Cre­do che molti giudizi neg­a­tivi siano dovu­ti ad una scarsa costan­za o forse ad un erra­to uti­liz­zo, due fat­tori che poten­zial­mente potreb­bero met­tere in cat­ti­va luce qual­si­asi esca. Dunque la rispos­ta al “dove” è “ovunque”, la rispos­ta al “quan­do” è “sem­pre” e quel­la al “per­ché” è: per­ché fun­zio­nano.

Pel­let e scogliera nat­u­rale è un binomio che può dare molte sod­dis­fazioni.

Scogliera naturale

La mia pref­eren­za è sen­za ombra di dub­bio la scogliera nat­u­rale, meta di pas­co­lo di gru­fo­la­tori come saraghi e orate e di pesci di mez­z’ac­qua come spigole e occhi­ate nonché di qualche occa­sion­ale tanu­ta e gar­gia d’oro. Tutte prede che rispon­dono bene al pel­let e vivono in acque pulite. Benché il pel­let fun­zioni bene tut­to l’an­no diviene per me l’esca da preferire nel­la bel­la sta­gione, quan­do l’ac­qua si fa più cal­da e la min­u­taglia più atti­va, tan­to da ren­dere qua­si impos­si­bile la pesca con altre esche più facil­mente aggred­i­bili, bigat­ti­no su tutte. Se ben innesca­to un bel pel­let da 8 mm ha una tenu­ta notev­ole e quin­di mag­giori chance di inter­es­sare una pre­da di taglia men­tre quelle più pic­cole sono intente a divo­rare le par­ti­celle di minor diametro che si uti­liz­zano come pas­tu­ra.

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Attrezzatura

La pesca a pel­let wag­gler in mare si effet­tua con le clas­siche canne ingle­si in tre pezzi nel­la misura 15 pie­di. Si pos­sono uti­liz­zare anche le 14 pie­di ma 30 cm in più pos­sono essere impor­tan­ti se si pesca con la lenza fis­sa. Si abbinano a mulinel­li di taglia 3000–4000 imbobi­nati con un filo da inglese del­la misura 0.18 mm. Si può salire allo 0.20 ma se non vi sono par­ti­co­lari neces­sità di lan­cio lo 0.18  è da preferire. Per i ter­mi­nali invece, con­sideran­do che peschi­amo al colpo e non a fon­do, occorre stare abbas­tan­za bassi. Di soli­to il range otti­male è tra lo 0.12 (per i pel­lets da 6 mm ed ami più pic­coli) e lo 0.145 (per i pel­lets da 8 mm ed ami più gran­di). Quan­do par­liamo di 0.12 pos­si­amo affi­dar­ci al nylon (più elas­ti­co e con mag­gior resisten­za al nodo) men­tre sal­en­do di misura è preferi­bile un flu­o­rine o un flu­o­ro­car­bon.

Match rod in tre pezzi da 15 pie­di e mulinel­lo taglia 3000–4000 imbobi­na­to con lo 0.18 affon­dante (sink­ing) da inglese.

Pellet waggler attrezzatura

A dif­feren­za del­la pesca che si prat­i­ca nelle fish­eries in cui i pel­let wag­glers rap­p­re­sen­tano gal­leg­gianti un po’ par­ti­co­lari per spot, con­dizioni e pesci altret­tan­to par­ti­co­lari, qui si uti­liz­zano anche gli wag­gler clas­si­ci come pure gli ovet­ti piom­bati (con attac­co basale stile inglese) qualo­ra vi fos­se un po’ d’on­da e non sia richiesto pescare a dis­tan­za. Gli ovet­ti sono gal­leg­gianti estrema­mente sta­bili benché poco sen­si­bili tut­tavia le man­giate sul pel­let da 8 mm sono decise e non è richi­es­ta par­ti­co­lare rapid­ità nel­la fer­ra­ta. Anzi tal­vol­ta il fat­to che il gal­leg­giante sia poco sen­si­bile è un van­tag­gio poiché può accadere che pesci di pic­co­la taglia mor­dano il pel­let di lato sen­za alla­mar­si e ciò provo­ca fal­si pos­i­tivi (affon­da­men­to dei gal­leg­gianti più sen­si­bili).

Straight wag­gler, bod­ied wag­gler, ovet­to (bot­tom only) e pel­let wag­gler.

Wagglers, ovetti e pellet waggler

La scelta del­l’uno o del­l’al­tro gal­leg­giante dipende dalle esi­gen­ze, dalle con­dizioni di pesca e dal meto­do (mon­tatu­ra fis­sa o scor­rev­ole). Gli straight a pen­na sono i gal­leg­gianti più sen­si­bili e si uti­liz­zano con il mare ad olio su cor­ta e media dis­tan­za oltre che pro­fon­dità non supe­ri­ori alla lunghez­za del­la can­na meno un metro. Van­no bene sia per la pesca con il pel­let da 8 mm che da 6 mm. Gli straight con bul­bo sono gal­leg­gianti sem­pre sen­si­bili da media-lun­ga dis­tan­za oppure da pesca con lo scor­rev­ole (quel­li rego­la­bili). Gli ovet­ti sono tipi­ca­mente da mare mosso e mon­tatu­ra fis­sa, utili anche quan­do è richi­es­ta minor sen­si­bil­ità. I pel­let wag­gler sono un’opzione inter­es­sante quan­do si pesca sen­za piom­bo, con mon­tatu­ra fis­sa dal bas­so fon­dale fino alla pro­fon­dità “can­na meno un metro”. Han­no il pre­gio, rispet­to agli straight a pen­na, di essere più sta­bili (se leg­ger­mente sot­to­tarati) e vis­i­bili in quan­to di diametro mag­giore.

Montature

La più clas­si­ca e sem­plice delle mon­tature da pel­let wag­gler è quel­la sen­za piom­bo che chiara­mente è di tipo fis­so e viene uti­liz­za­ta in due sce­nari ben pre­cisi: pesca su medio-bas­so fon­dale (fino a 3,5 m uti­liz­zan­do una can­na da 15 pie­di) oppure pesca a mez­z’ac­qua su fon­dali supe­ri­ori. La pesca a mez­z’ac­qua è una scelta ben pre­cisa e mira­ta preva­len­te­mente alla cat­tura di pesci che occu­pano soli­ta­mente questo liv­el­lo, spigo­la in prim­is. Occorre tut­tavia con­sid­er­are sem­pre un aspet­to del­la pesca a mez­z’ac­qua: il pel­let non con­suma­to si deposi­ta sul fon­do. Ciò sig­nifi­ca che con il pro­cedere del­la ses­sione i pesci potreb­bero con­cen­trar­si in pro­fon­dità e con­viene strut­turare la mon­tatu­ra in modo tale da pot­er pas­sare rap­i­da­mente ad uno scor­rev­ole così da ver­i­fi­care anche la rispos­ta a liv­el­lo del fon­dale.

La spigo­la si cat­tura qua­si esclu­si­va­mente in cala­ta o a mez­z’ac­qua.

Spigola Pellet Waggler

Per la pesca a mez­z’ac­qua è dunque con­sigli­a­bile uti­liz­zare un wag­gler con un mar­gine di almeno due o tre gram­mi sul­la taratu­ra (+2, +3) e bloc­car­lo con tut­to il peso a valle e il clas­si­co sis­tema di stop scor­rev­ole a monte (microp­er­li­na più nodo di stop). In questo modo per ver­i­fi­care la pre­sen­za di pesci sul fon­do bas­ta spostare il nodo di stop e rego­lare la pro­fon­dità di pesca di con­seguen­za.

Tre mon­tature base: pesca fino a 3,5 metri, pesca a mez­z’ac­qua e pesca con lo scor­rev­ole.

Pellet waggler in mare montature

La stes­sa mon­tatu­ra scor­rev­ole si pres­ta poi alla pesca sul fon­do quan­do la pro­fon­dità supera la lunghez­za del­la can­na (meno un metro). Va ricorda­to che il pel­let da 8 mm non è un bigat­ti­no ed ha un peso dis­cre­to dunque aggiun­gere palli­ni in piom­bat­u­ra atti­va (sot­to il bulk grande per inten­der­ci) non è stret­ta­mente nec­es­sario. Las­cia­re lun­go e libero il ter­mi­nale garan­tisce per­al­tro un effet­to “cala­ta” dal pun­to in cui si col­lo­ca il bulk fino al fon­do. Le pre­sen­tazioni sono comunque dipen­den­ti da molti fat­tori e le lenze che qui pre­sen­ti­amo han­no pur sem­pre un val­ore indica­ti­vo.

Il sara­go mag­giore è tra le prede più fre­quen­ti nel­la pesca a pel­let wag­gler con lo scor­rev­ole.

Sarago Pellet Waggler

Azione di pesca

Tut­to ruo­ta intorno alle carat­ter­is­tiche par­ti­co­lari dei pel­let che li posizio­nano a metà tra gli ele­men­ti sfusi (es. i bigat­ti­ni) e le pas­ture sfar­i­nate (ground­baits). A dif­feren­za dei bigat­ti­ni l’at­trazione è preva­len­te­mente (se non esclu­si­va­mente) di tipo organolet­ti­co ma a dif­feren­za degli sfar­i­nati la dif­fu­sione degli attraen­ti e la dis­gregazione sono molto lunghe. I pel­let sono dunque alta­mente nutri­en­ti, rap­p­re­sen­tano del cibo soli­do e bisogna ten­erne con­to. Sap­pi­amo poi che la rispos­ta alla pas­tu­razione con ele­men­ti soli­di sfusi è sem­pre più lenta rispet­to agli sfar­i­nati, ma per i pel­let è più rap­i­da che con i bigat­ti­ni. Ne viene che la chi­ave del­la pesca con il pel­let è la cor­ret­ta ges­tione del­la pas­tu­razione che non deve mai essere estrema (in ecces­so o in difet­to). C’è poi dif­feren­za a sec­on­da che la pesca sia ori­en­ta­ta a pesci di fon­do o di mez­z’ac­qua.

  • Nel­la pesca diret­ta sul fon­do si pos­sono inizial­mente adop­er­are boc­ce di pas­tu­ra clas­si­ca le quali accel­er­a­no non di poco il richi­amo delle prede, segui­te poi dal lan­cio con­tin­uo di pochi pel­let per vol­ta di diametro più grande o di pic­cole boc­ce (quan­to una noce) di pel­let prece­den­te­mente inu­midi­ti e poi com­pres­si nel pal­mo del­la mano (un po’ come se doves­si­mo appli­car­li sul method feed­er) qualo­ra ci si tro­vi di fronte a pro­fon­dità dis­crete. Lo scopo è ovvi­a­mente quel­lo di portare pas­tu­ra e pel­let velo­ce­mente sul fon­do.
  • Nel­la pesca a mez­z’ac­qua gli sfar­i­nati poco idratai e com­pres­si pos­sono essere utili a for­mare la “nuvola” che atti­ra inizial­mente la min­u­taglia e gen­era una con­cen­trazione di pic­coli pesci. Non sono il nos­tro tar­get ma occu­pano lo spazio nel­la parte più alta del­la colon­na d’ac­qua e la loro fre­n­e­sia incu­rio­sisce even­tu­ali preda­tori di mez­z’ac­qua come le spigole e le grosse occhi­ate. Segue poi una pas­tu­razione con pel­let di pic­co­lo diametro (4 mm) che calano lenta­mente. L’esca (qua­si sem­pre un gen­eroso pel­let da 8 mm) deve trovar­si in mez­zo alla “piog­gia” dei pel­let in disce­sa.

I pel­let uti­liz­za­ti in pas­tu­ra pos­sono essere sia sec­chi (duri, come da con­fezione) che pre-idratati. Lavo­ra­no in modo diver­so in quan­to quel­li sec­chi dura­no di più e rilas­ciano aro­mi più lenta­mente dei pre-idratati che sono più mor­bi­di. I pre-idratati sono inoltre com­prim­i­bili in boc­ce. La scelta del­l’uno o del­l’al­tro tipo dipende dal­la sta­gione, dal­la ripos­ta dei pesci e dal tipo di approc­cio.

Pre-idratazione leg­gera. Indica­ti­va­mente si uti­liz­za un vol­ume di liq­ui­do pari ad un ter­zo o un quar­to del vol­ume in pel­let (a sec­on­da del­la tipolo­gia e delle carat­ter­is­tiche).

Pellets

La “pre-idratazione leg­gera” prevede un uso di acqua (addizion­a­ta o meno con altri attrat­tori liq­ui­di) equi­li­bra­to, che pos­sa cioè essere assor­bito com­ple­ta­mente dai pel­let sen­za risultare in eces­so. Questo, rispet­to alla idratazione clas­si­ca, evi­ta la dis­per­sione delle sostanze attraen­ti (non si scolano i pel­let) e gen­era par­ti­celle più mor­bide (semi­dure), uti­liz­z­abili sia come ele­men­to sfu­so ma anche, even­tual­mente, com­prim­i­bili in pic­cole boc­ce.
La quan­tità di liq­ui­do nec­es­sario varia a sec­on­da del pel­let ma indica­ti­va­mente è intorno a 1/3 o 1/4 del vol­ume (es. 1 pin­ta di pel­let ed 1/3 o 1/4 di pin­ta d’ac­qua). È con­sigli­a­bile aggiun­gere l’ac­qua la sera pri­ma e comunque, in base al pel­let uti­liz­za­to, tenere i pel­let nel con­teni­tore quan­to bas­ta per­ché le par­ti­celle si idrati­no com­ple­ta­mente, risulti­no semi­dure, fri­abili ma non bag­nate in super­fi­cie e ben sep­a­rate l’u­na dal­l’al­tra. È inoltre con­sigli­a­bile scuotere peri­odica­mente il con­teni­tore e capo­vol­ger­lo per evitare che i pel­let in bas­so si idrati­no più di quel­li in super­fi­cie.

Il pel­let pre-idrata­to aumen­ta di vol­ume ed è molto più fri­abile. Nel­la pesca con lo scor­rev­ole si può facil­mente com­primere a for­mare pic­cole boc­ce.

Pellet reidratato

Il pel­let pre-idrata­to lo si uti­liz­za in pas­tu­ra sia da solo che even­tual­mente in mix con quel­lo duro (come da con­fezione). Il mix ha lo scopo di fornire par­ti­celle che rilas­ciano aro­mi in tem­pi diver­si, che han­no una con­sis­ten­za, un vol­ume ed un col­ore dif­fer­ente. Il pel­let pre-idrata­to viene lan­ci­a­to a mano o a fion­da come ele­men­ti sfusi (loose­feed) ma nel­la pesca con lo scor­rev­ole si pres­ta bene anche alla com­pres­sione in pic­cole boc­ce nelle quali si può includ­ere anche una quan­tità di pel­let duro.
Rel­a­ti­va­mente all’in­nesco con­siglio di uti­liz­zare un clas­si­co hair rig cor­to con bait band in quan­to offre più pos­si­bil­ità di pre­sen­tazione rispet­to agli anelli­ni a doppio foro poten­do sia inserire l’amo tra bait band e pel­let che las­cia­re il pel­let più libero e dis­tante dal­l’amo.

Clas­si­co hair rig con bait band inclusa in microa­so­la.

hair rig

Si trat­ta sem­plice­mente di includ­ere la bait band all’in­ter­no di una microa­so­la e di legare l’amo ad occhiel­lo con il nodo sen­za nodo (knot­less knot). In mare pes­can­do al colpo è con­sigli­a­bile tenere amo e pel­let molto vici­ni e “vin­co­lati” l’un l’al­tro in con­sid­er­azione del fat­to che i pesci non aspi­ra­no ma mor­dono l’esca. Il sis­tema più prati­co è di far pas­sare l’amo al di sot­to del­la bait band in modo da posizionare la cur­vatu­ra tra ques­ta ed il pel­let.

Per tenere l’amo ader­ente al pel­let è suf­fi­ciente far­lo pas­sare tra esca e bait band.

Innesco pellet mare

Ques­ta tipolo­gia di innesco nel­la mag­gior parte dei casi pro­duce alla­mate a liv­el­lo del lab­bro e comunque nel­la parte più super­fi­ciale del­la boc­ca in quan­to l’amo è alla per­ife­ria del­l’esca e non al suo inter­no. Un aspet­to non di poco con­to sia per quan­to con­cerne il ris­chio di abra­sione del filo da parte dei den­ti sia in otti­ca del rilas­cio del­la pre­da.
Nel­la pesca con il gal­leg­giante fis­so (sia in cala­ta sul fon­do che a mez­z’ac­qua) è impor­tante pas­tu­rare con con­ti­nu­ità offren­do pochi pel­let ma ad alta fre­quen­za (di soli­to 4–5 pel­lets pri­ma del lan­cio, 4–5 pel­lets subito dopo e poi 4–5 ogni cir­ca 60 sec­on­di). Nel­la pesca con lo scor­rev­ole dob­bi­amo con­sid­er­are che la cala­ta su pro­fon­dità dis­crete è comunque abbas­tan­za lenta e i pel­lets di pic­cole dimen­sioni andreb­bero com­pat­tati leg­ger­mente (come det­to sopra a propos­i­to del­la pre-idratazione) in modo tale che la boc­cia scen­da rap­i­da­mente ma si apra cir­ca a mez­z’ac­qua. Ciò sig­nifi­ca rego­lare sia l’idratazione che la com­pres­sione in modo molto atten­to poiché se la boc­cia si apre subito è come aver pas­tu­ra­to a ele­men­ti sfusi, d’al­tro can­to se rimane trop­po com­pres­sa rischia di non dis­solver­si (ricor­diamo­ci che i pel­lets non sono uno sfar­i­na­to) men­tre è otti­male che da mez­z’ac­qua in poi gli ele­men­ti si separi­no.

4 commenti su “Pellet waggler in mare”

    • I croc­can­ti­ni per gat­ti gal­leg­giano e sono dunque, per questo com­por­ta­men­to, assim­i­l­abili a dei pop-up. Ne risentono la dinam­i­ca del­la lenza e la pre­sen­tazione, che in questo caso richiede un’esca affon­dante (come appun­to i pel­let indi­cati).
      Per il fat­to che sono pop-up poi non potresti pas­tu­rar­ci dato che la tua esca sarebbe spin­ta comunque sul fon­do dal­la lenza e quel­li in pas­tu­ra rimar­reb­bero in super­fi­cie.
      I croc­can­ti­ni per gat­ti poi, una vol­ta che si idratano, per­dono trop­po di con­sis­ten­za, diven­tano spug­nosi e si rompono sot­to la stret­ta del­l’anelli­no elas­ti­co. Per non par­lare del­la for­ma, che non sem­pre rende sta­bile l’in­nesco (dipende come sono fat­ti).

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