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L’amo: i nodi principali

Tem­po di let­tura: 3 minu­ti

Quan­do par­liamo di nodi la ques­tione si fa spin­osa per varie ragioni. C’è con­fu­sione sui nomi, ci sono pareri per­son­ali sul man­ten­i­men­to del cari­co di rot­tura e via dicen­do. Rimane che al di là delle opin­ioni e dei pre­sun­ti test effet­tuati il nodo migliore è quel­lo ese­gui­to bene. In poche parole è molto più impor­tante l’at­ten­zione che si pone durante l’ese­cuzione che il nodo in sé, benché come altri anche io abbia le mie pref­eren­ze.
Dis­eg­nare i nodi è molto com­pli­ca­to e per rispettare i dirit­ti di chi si è impeg­na­to a real­iz­zare le gra­fiche cre­do sia gius­to invitare a vis­itare la pag­i­na che ospi­ta i con­tenu­ti orig­i­nali. Mi per­me­t­to tut­tavia di includ­ere una pic­co­la antepri­ma altri­men­ti non è pos­si­bile far­lo con la chiarez­za dovu­ta. La fonte è Net Knots.

Nodo ad avvolgimento semplice

Nodo sia per ami a palet­ta che per gli ami ad occhiel­lo. Se ben ese­gui­to riesce a man­tenere una per­centuale molto ele­va­ta del cari­co di rot­tura del finale. Adat­to ad ami pic­coli e ter­mi­nali sot­tili. In genere sette spire sono più che suf­fi­ci­en­ti.

Nota: Il dis­eg­no è ben fat­to ma quel­lo rap­p­re­sen­ta­to è un amo ad occhiel­lo. Se l’amo è a palet­ta è preferi­bile che il capo dormiente (in prat­i­ca il ter­mi­nale) alla fine del nodo sia riv­olto ver­so la fac­cia inter­na del­la palet­ta (guar­di la pun­ta dell’amo).

Nodo ad avvolgimento tradizionale

Nodo sia per ami a palet­ta che per gli ami ad occhiel­lo. Molto sim­i­le al prece­dente, ne dif­ferisce per il fat­to che non c’è filo pas­sante sopra le spire. Più com­p­lesso da real­iz­zare su ami molto pic­coli. In genere sette spire sono più che suf­fi­ci­en­ti.

Nota: Anco­ra il dis­eg­no è ben fat­to ma quel­lo rap­p­re­sen­ta­to è un amo ad occhiel­lo. Se l’amo è a palet­ta è dunque di nuo­vo preferi­bile che il capo dormiente (in prat­i­ca il ter­mi­nale) alla fine del nodo sia riv­olto ver­so la fac­cia inter­na del­la palet­ta (guar­di la pun­ta dell’amo).

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Nodo senza nodo

Nodo per ami ad occhiel­lo. Mas­si­mo man­ten­i­men­to del cari­co di rot­tura. Si trat­ta di un nodo molto usato nel carp fish­ing e nel feed­er fish­ing quan­do l’esca viene pre­sen­ta­ta su hair rig. Ne par­lere­mo spes­so anche in altri ambiti.

Nota: È un nodo che occorre conoscere poiché come vedremo è ampia­mente uti­liz­za­to e offre numerose pos­si­bil­ità di innesco. Benché nato con il carp fish­ing è una risor­sa fon­da­men­tale anche nel­la pesca al colpo.

Tut­to qui? Ovvi­a­mente no. Esistono tan­tis­si­mi nodi famosi (Palo­mar, Clinch, Uni,  ecc.). Chi fos­se inter­es­sato può vis­itare la pag­i­na ded­i­ca­ta su Net Knots — Ter­mi­nal Con­nec­tions. Ce ne sono anche altri che potrem­mo definire “spe­cial­is­ti­ci” ossia par­ti­co­lar­mente indi­cati per certe tipolo­gie di ami, rig e dis­ci­pline. Benché negli anni li abbia provati un po’ tut­ti e di tan­to in tan­to li uti­lizzi anco­ra, i tre che vi ho mostra­to sono quel­li che real­iz­zo più di fre­quente. Tenete tut­tavia con­to che le dis­ci­pline che prati­co sono la pesca al colpo, il leg­ering ed il feed­er. Se usci­amo da questi con­testi ci sono nodi che rispon­dono sicu­ra­mente meglio alle varie neces­sità.

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