Cefali a feeder: un approccio quasi specialistico. La tecnica in dettaglio, dalle attrezzature alle esche e alle pasture.

Tem­po di let­tu­ra: 7 minu­ti

In cer­te disci­pli­ne e con cer­ti pesci è spes­so fon­da­men­ta­le saper leg­ge­re i segna­li. Sicu­ra­men­te è il caso del­la pesca a fee­der ai cefa­li, una tec­ni­ca non stret­ta­men­te spe­cia­li­sti­ca ma che in deter­mi­na­ti con­te­sti e con le oppor­tu­ne accor­tez­ze può avvi­ci­nar­si ad un approc­cio abba­stan­za spe­ci­fi­co: la scel­ta del­lo spot idea­le, del­l’at­trez­za­tu­ra, del­le mon­ta­tu­re ed infi­ne del­le esche e del­le pastu­re. Par­la­va­mo di segna­li e in que­sto caso ci rife­ria­mo al tipi­co modo che i cefa­li han­no di inte­ra­gi­re con gli inne­schi, che pro­du­ce movi­men­ti abba­stan­za tipi­ci del qui­ver del­le can­ne da fee­der. Segna­li che ci indi­ca­no la loro pre­sen­za e ci sug­ge­ri­sco­no dun­que l’ap­proc­cio miglio­re.

1. L’attrezzatura

Non per­ce­pi­re una man­gia­ta oppu­re per­ce­pir­la ma arri­var­vi in ritar­do con la fer­ra­ta pro­du­co­no il mede­si­mo effet­to nega­ti­vo: da un lato non ci ren­dia­mo con­to che il pesce si sta inte­res­san­do all’e­sca, dal­l’al­tro ce ne accor­gia­mo ma non riu­scia­mo a cat­tu­rar­lo.
La capa­ci­tà di regi­stra­re l’in­te­ra­zio­ne del cefa­lo con l’e­sca è deter­mi­na­ta in buo­na par­te dal­l’at­trez­za­tu­ra che uti­liz­zia­mo. Dato che la scel­ta del­la can­na dipen­de da mol­ti fat­to­ri dicia­mo che la rego­la gene­ra­le è quel­la di sce­glie­re la can­na più leg­ge­ra e sen­si­bi­le pos­si­bi­le per lo spe­ci­fi­co con­te­sto. E per con­te­sto si inten­do­no sia lo spot, sia le con­di­zio­ni ambien­ta­li nel­le qua­li ci tro­via­mo ad ope­ra­re.
Con­fron­tan­do­mi spes­so con chi pesca esclu­si­va­men­te in mare, noto che qui c’è una cer­ta ten­den­za a sovra­sti­ma­re le rea­li neces­si­tà in ter­mi­ni di attrez­za­tu­re e que­sto pro­ba­bil­men­te deri­va da una diver­sa con­ce­zio­ne di pesca a fee­der, che in mare vie­ne influen­za­ta dal­le più tra­di­zio­na­li tec­ni­che di pesca a fon­do. Ne abbia­mo par­la­to tan­te vol­te ma occor­re ripe­te­re che la dif­fe­ren­za tra una pesca “d’at­te­sa” ed una pesca “di let­tu­ra” impli­ca che per la secon­da ser­ve un’at­trez­za­tu­ra mol­to sen­si­bi­le.

Fotografia canna da feeder light

Can­na da fee­der leg­ge­ro con tre qui­ver-tip di diver­sa sen­si­bi­li­tà.

La sen­si­bi­li­tà del siste­ma vie­ne aumen­ta­ta se in bobi­na si cari­ca il trec­cia­to, che in que­sto caso non ser­ve tan­to per rag­giun­ge­re mag­gio­ri distan­ze di lan­cio quan­to per eli­mi­na­re l’e­la­sti­ci­tà del nylon, pre­sen­te uni­ca­men­te sot­to for­ma di “shock lea­der” (giu­sto 2–3 vol­te la lun­ghez­za del­la can­na). È logi­co dedur­re che con il trec­cia­to la fun­zio­ne ammor­tiz­za­tri­ce vie­ne svol­ta esclu­si­va­men­te dal­la can­na (e in pic­co­la par­te dal lea­der) e dun­que la sua “mor­bi­dez­za” è impre­scin­di­bi­le se non si vuol gra­va­re in ecces­so sul­la par­te fina­le del­la len­za. La can­na non solo deve esse­re sen­si­bi­le, al fine di regi­stra­re le toc­che più deli­ca­te, ma dun­que anche in gra­do di com­pen­sa­re la rigi­di­tà del­la trec­cia in fase di com­bat­ti­men­to.

Fotografia mulinello da feeder con trecciato

In bobi­na un buon trec­cia­to da 0.10 mm che ter­mi­na con uno “shock” lea­der in nylon lun­go 2–3 vol­te la can­na. La fun­zio­ne del lea­der è quel­la di miti­ga­re la rigi­di­tà del­la len­za madre e far fron­te ad even­tua­li feno­me­ni di abra­sio­ne sul fon­do.

2. La montatura

Velo­ci­tà e reat­ti­vi­tà a livel­lo del­la mon­ta­tu­ra richie­do­no un ter­mi­na­le cor­to. Se vole­te appro­fon­di­re la que­stio­ne dei ter­mi­na­li nel­la pesca a fee­der vi invi­to a leg­ge­re “Il ter­mi­na­le da fee­der: lun­ghez­za, dia­me­tro e mate­ria­li”. Qui basta sug­ge­rir­ne l’u­ti­liz­zo ricor­dan­do che per cor­to si inten­de una misu­ra infe­rio­re ai 50 cm come limi­te mas­si­mo men­tre in media si atte­sta sui 20 cm o poco più. La mon­ta­tu­ra che meglio si spo­sa con que­sto approc­cio è l’e­li­cot­te­ro clas­si­co (per appro­fon­di­re si veda arti­co­lo sul­l’heli­cop­ter rig).

Fotografia montatura Helicopter rig

Rig ad eli­cot­te­ro con ter­mi­na­le cor­to. Si trat­ta di una mon­ta­tu­ra estre­ma­men­te rapi­da nel tra­smet­te­re le man­gia­te e, quan­do il fee­der è di un cer­to peso, auto­fer­ran­te.

L’e­li­cot­te­ro clas­si­co a ter­mi­na­le cor­to è pro­ba­bil­men­te la mon­ta­tu­ra in asso­lu­to più respon­si­va che pos­sia­mo met­te­re in cam­po. Il fee­der non dovreb­be esse­re trop­po leg­ge­ro poi­ché deve scen­de­re abba­stan­za rapi­da­men­te sul fon­do, rive­lar­si mol­to sta­bi­le e poter ren­de­re la mon­ta­tu­ra auto­fer­ran­te. Mol­to dipen­de anche dal­la pro­fon­di­tà che dob­bia­mo affron­ta­re con valu­ta­zio­ni diver­se da caso a caso.
Fate sem­pre mol­ta atten­zio­ne poi­ché con il trec­cia­to in bobi­na e que­sto setup non è dato distrar­si nean­che un secon­do.

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3. Esche e inneschi

Ben­ché io sia un soste­ni­to­re del­l’­hair rig, che uso di fre­quen­te anche in mare, qui voglio con­si­glia­re gli inne­schi diret­ti, ossia con il boc­co­ne diret­ta­men­te appun­ta­to sul­l’a­mo. I cefa­li han­no un modo di man­gia­re mol­to par­ti­co­la­re e un’ec­ces­si­va distan­za tra amo e boc­co­ne rischia di ren­de­re l’in­ne­sco inef­fi­ca­ce. Ricor­dia­mo­ci inol­tre che in que­sta mon­ta­tu­ra il ter­mi­na­le è cor­to, che in bobi­na abbia­mo il trec­cia­to e che il setup è ten­den­zial­men­te auto­fer­ran­te: se non voglia­mo che il pesce strap­pi pro­prio sul fina­le non pos­sia­mo usa­re dia­me­tri ecces­si­va­men­te ridot­ti (un po’ come acca­de nel­la pesca a method e pel­let fee­der). Per natu­ra­le con­se­guen­za ne vie­ne che anche l’a­mo non potrà esse­re pic­co­lis­si­mo.

pane innesco diretto

Inne­sco diret­to dei dischi di pane da sand­wich (otte­nu­ti con un pun­zo­ne di ade­gua­to dia­me­tro).

Par­lan­do di cefa­li le esche sono tra le più varie ed elen­car­le tut­te sareb­be impos­si­bi­le. L’im­por­tan­te è poter con­fe­zio­na­re un inne­sco che ben nascon­da l’a­mo facen­do­ne fuo­riu­sci­re per­fet­ta­men­te la pun­ta. Tra le prin­ci­pa­li per la pesca a fee­der con­si­glio il pane da sand­wich, pel­let mor­bi­di al pesce, il for­mag­gio a pasta semi­du­ra e il pet­to di pol­lo cru­do.

Nugget fishmeal

Inne­sco di un nug­get fish­meal pop-up. Si trat­ta di un pel­let mor­bi­do al pesce gal­leg­gian­te, mol­to leg­ge­ro, dal­l’ot­ti­ma tenu­ta sul­l’a­mo.

Indi­pen­den­te­men­te dal­l’e­sca spe­ci­fi­ca che sce­glie­re­te se ne pos­so­no iden­ti­fi­ca­re alme­no tre tipo­lo­gie: esche affon­dan­ti, esche leg­ge­re ed esche gal­leg­gian­ti (pop-up). L’e­sca affon­dan­te ha un peso ben defi­ni­to (es. il toc­chet­to di for­mag­gio a pasta semi­du­ra o il pet­to di pol­lo) e si ada­ge­rà per lo più sta­bil­men­te sul fon­do; l’e­sca leg­ge­ra (es. il pane) a secon­da del­l’a­mo scel­to sarà sog­get­ta a movi­men­to in pre­sen­za di cor­ren­te; infi­ne l’e­sca pop-up (es. il nug­get) ten­de­rà a sol­le­var­si in modo net­to dal fon­do. La scel­ta tra l’u­na e l’al­tra, al net­to del­le pre­fe­ren­ze del pesce, riflet­te le carat­te­ri­sti­che del fon­da­le sul qua­le peschia­mo. Sui fon­da­li duri in gene­re si uti­liz­za­no quel­le affon­dan­ti e leg­ge­re, sui fon­da­li mor­bi­di che potreb­be­ro nascon­de­re l’e­sca è spes­so più effi­ca­ce la pop-up.

pellet-formaggio

“Pel­let” di for­mag­gio otte­nu­to con pun­zo­ne.

Innesco pollo

Inne­sco diret­to del toc­chet­to di pol­lo cru­do “al natu­ra­le”.

4. Pasture

La mon­ta­tu­ra ad eli­cot­te­ro pre­ve­de l’u­so di un fee­der a gab­bia (cage fee­der). Al suo inter­no pos­sia­mo cari­ca­re nume­ro­si tipi di pastu­ra ma per la pesca al cefa­lo le più comu­ni sono i clas­si­ci sfa­ri­na­ti come la cefa­lo bian­ca o la fon­do mare (al pesce e formaggio)oppure un mix del­le due al 50%. Alter­na­ti­va mol­to tec­ni­ca, per fon­da­li poco pro­fon­di e assen­za di cor­ren­te, il liqui­di­sed bread (pane da sand­which frul­la­to). Per un appro­fon­di­men­to sul­l’u­so del pane come esca e pastu­ra con­si­glio la let­tu­ra del­l’ar­ti­co­lo dedi­ca­to: Il pane: sem­pli­ce, anti­co e moder­no.

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5. Azione di pesca

La tec­ni­ca che abbia­mo descrit­to fino ad ora è otti­ma per i cefa­li ma può esse­re este­sa ad una gran varie­tà di pesci. Come det­to all’i­ni­zio non si trat­ta di un approc­cio di tipo spe­cia­li­sti­co ben­ché pos­sa risul­ta­re tale lad­do­ve la pre­sen­za dei cefa­li è rela­ti­va­men­te abbon­dan­te. In mare occhia­te, sara­ghi, ora­te e altre spe­cie pos­so­no far par­te del par­co del­le pre­de pos­si­bi­li, così come car­pe e chan­nel nel trat­to di foce. Det­to que­sto l’ap­proc­cio rima­ne iden­ti­co, indi­pen­den­te­men­te dal­l’am­bien­te.

Fotografia cefalo a feeder fishing

Il cefa­lo è un pesce tec­ni­co e dal­la man­gia­ta par­ti­co­la­re la cui cat­tu­ra a fee­der richie­de mol­te atten­zio­ni. 

Con­cen­tran­do­ci sul­l’a­zio­ne di pesca i con­si­gli sono per lo più i soli­ti. All’i­ni­zio fac­cia­mo dei lan­ci sen­za ter­mi­na­le, con il solo pastu­ra­to­re cari­ca­to, in modo da crea­re un fon­do di pastu­ra. In que­sto caso con­si­glio di usa­re un pastu­ra­to­re mol­to capien­te, da sca­ri­ca­re subi­to non appe­na rag­giun­to il fon­do. In base alla capien­za del pastu­ra­to­re pos­so­no esse­re suf­fi­cien­ti 5–6 lan­ci a ripe­ti­zio­ne. È impor­tan­te lan­cia­re sem­pre nel­la stes­sa zona, con la mas­si­ma pre­ci­sio­ne pos­si­bi­le. Dopo aver crea­to il fon­do mon­tia­mo il ter­mi­na­le e andia­mo a sosti­tui­re il pastu­ra­to­re con uno più pic­co­lo. L’a­zio­ne di pesca deve svol­ger­si sem­pre nel­la stes­sa area che abbia­mo pastu­ra­to all’i­ni­zio e che con­ti­nuia­mo a pastu­ra­re (a dosi mino­ri) lan­cio dopo lan­cio.

Fotografia cefalo a feeder fishing

Quan­do i cefa­li entra­no in pastu­ra vale il det­to scher­zo­so «… nel dub­bio, fer­ra!». Se ave­te cali­bra­to mol­to bene le dimen­sio­ni del­l’in­ne­sco il siste­ma è auto­fer­ran­te ma capi­ta spes­so che la man­gia­ta “defi­ni­ti­va” tar­di ad arri­va­re per via del “gio­che­rel­la­re” del pesce con l’e­sca, fat­to di con­ti­nui assag­gi. In que­sti casi una leg­ge­ra fer­ra­ta sul tre­mo­lio del qui­ver acce­le­ra le cat­tu­re.

Le man­gia­te dei cefa­li sono abba­stan­za carat­te­ri­sti­che e deter­mi­na­no un tre­mo­lio evi­den­te del qui­ver (la vet­ta del­la can­na da fee­der). Que­sto avvie­ne poi­ché ten­do­no a “pup­pa­re” l’e­sca. Se l’in­ne­sco è sta­to fat­to a rego­la d’ar­te la par­ten­za non tar­da ad arri­va­re tut­ta­via, a secon­da del­le esche uti­liz­za­te, può esse­re uti­le fer­ra­re sul tre­mo­lio, acce­le­ran­do così l’al­la­ma­ta. Quan­to det­to giu­sti­fi­ca l’u­so del­le attrez­za­tu­re con­si­glia­te all’i­ni­zio, che con­sen­to­no la let­tu­ra del­l’in­te­ra­zio­ne dei pesci con il siste­ma pescan­te.

Per como­di­tà rias­su­mia­mo l’in­te­ro setup:

  1. Can­na da fee­der leg­ge­ro o medio-leg­ge­ro con qui­ver da 1–2 oz.
  2. Muli­nel­lo da fee­der cari­ca­to con trec­cia­to da 0.10 mm col­le­ga­to a shock lea­der misu­ra 0–24‑0.26 mm
  3. Mon­ta­tu­ra heli­cop­ter rig con ter­mi­na­le cor­to (misu­ra 0.18–0.22 mm) e fee­der a gab­bia. Amo pro­por­zio­na­to ad esca e ter­mi­na­le.

Per le esche e le pastu­re:

  1. Pastu­re: cefa­lo bian­co e/o fon­do mare. Liqui­di­sed bread.
  2. Esche: pane da sand­wich, for­mag­gio a pasta semi­du­ra, pet­to di pol­lo cru­do o nug­ge­ts pop-up al pesce.
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