La pesca all’inglese con pasturatore è una tecnica semplice ed estremamente efficace, particolarmente utile quando si devono affrontare spot che richiedono distanze di pesca superiori a quelle raggiungibili con la normale fiondata di bigattini, e al tempo stesso presentano profondità contenute.
Lo spot in questione è un tratto di litorale a fondale misto, nel quale il feeder tradizionale (pesca a fondo) tenderebbe a incagliarsi o a scomparire tra alghe e detriti; il galleggiante diventa dunque l’unica soluzione realmente praticabile.
In questi scenari è necessario ricorrere a una pasturazione di superficie, con le larve che scendono lentamente “a pioggia” verso il fondo, creando una colonna di richiamo ben definita. Per ottenere questo effetto si utilizza il galleggiante pasturatore: attenzione però al modello da scegliere. Per garantire ottima distanza e precisione di lancio, il pasturatore deve essere un waggler (bottom-only), quindi un galleggiante molto aerodinamico che preserva le caratteristiche del lancio all’inglese pur incorporando un piccolo pasturatore alla base (una sorta di “bodied” in cui il “corpo” è costituito dal feeder stesso).
L’azione di pesca si svolge tipicamente con mare calmo, condizione ideale per sfruttare appieno le potenzialità di una match rod da 14–15 piedi.
Il galleggiante pasturatore (waggler feeder)
Il galleggiante che ho scelto è il Galleggiante Pasturatore della Stonfo nel modello 8+2. Si tratta di un buon prodotto che tuttavia beneficia di alcune piccole modifiche. Le antenne originali, infatti, risultano a mio avviso un po’ corte. Per ottenere una migliore visibilità in tutte le condizioni di luce è consigliabile sostituirle con antenne cave dello stesso diametro, ma più lunghe, in tre colorazioni:
- rosso/arancio fluo,
- giallo fluo,
- nero (una delle due colorazioni precedenti pitturata con pennarello indelebile).
Questa semplice personalizzazione rende il galleggiante molto più leggibile in condizioni variabili di controluce, riflessi o mare appena increspato.

Il pasturatore incorporato è regolabile: un piccolo meccanismo permette di variare l’apertura dei fori, controllando così la quantità di bigattini che fuoriescono. È una caratteristica fondamentale per adattare il ritmo di pasturazione e la durata dell’azione di pesca.
La montatura
In pieno stile inglese, la montatura è semplice, essenziale e altamente funzionale.
La lenza madre è di tipo affondante (sinking), con diametro non superiore a 0.18 mm. Su questa vengono applicati in successione:
- uno stopper in gomma,
- una girella con moschettone per l’attacco del waggler-pasturatore,
- due stopper in gomma subito sotto la girella.
La lenza madre termina con un’asola abbastanza ampia, per il collegamento di tipo loop-to-loop con il resto della lenza. Tra questa asola e l’ultimo stopper in gomma trovano posto i pallini di taratura (per esempio 2 × AAA), necessari a equilibrare il galleggiante.

La parte “viva” della montatura è suddivisa in due spezzoni, anch’essi collegati loop-to-loop:
- Tratto superiore: fluorocarbon 100% di diametro variabile tra 0,145 e 0,16 mm.
- Terminale: fluorocarbon 100% diametro 0,12–0,10 mm.
Sul tratto superiore, proprio sopra la giunzione con il terminale, applichiamo un piccolo bulk di tre pallini del n. 8, che costituisce la piombatura attiva di riferimento.
Il terminale misura circa due palmi (45–50 cm); il tratto superiore è lungo tre volte il terminale. Lo schema è calibrato per una profondità di pesca di circa 2 metri, comunque modificabile spostando il galleggiante lungo la lenza madre.
I tre pallini n. 8 possono essere regolati in base al comportamento desiderato della lenza:
- raggruppati in un piccolo bulk subito sopra il terminale (discesa rapida e terminale più stabile vicino al fondo);
- aperti a scalare o a bottoni di camicia (discesa più morbida e progressiva);
- spostati in alto, vicino ai pallini di taratura (lenza priva di piombo, massima fluttuazione/naturalezza).
Queste configurazioni permettono di adattare la montatura alle condizioni del momento e alla specie insidiata: per gli sparidi è preferibile stabilizzare l’esca presso il fondo, mentre per la spigola spesso rende di più una discesa lenta e naturale.
Azione di pesca
Ancora una volta è tutto molto semplice: si carica il pasturatore, si regolano le aperture e si lancia. Una volta in acqua, i bigattini iniziano a fuoriuscire gradualmente e scendono verso il fondo creando una colonna di pastura che guida i pesci fino all’esca.
Come sempre, però, ci sono alcuni accorgimenti fondamentali che fanno davvero la differenza.

Frenare il lancio è il primo di questi: va sempre eseguito pochi istanti prima che il galleggiante tocchi l’acqua, così da distendere perfettamente la lenza ed evitare grovigli.
Altro punto essenziale è mantenere la massima precisione: bisogna cercare di pescare sempre nello stesso punto, creando una zona di richiamo concentrata e coerente, anziché disperdere la pasturazione su un’area troppo ampia.
La profondità di pesca — cioè il livello a cui presentiamo l’esca — dipende dalle condizioni dello spot e va regolata sul momento. È possibile pescare:
- sospesi (under-depth),
- a sfiorare il fondo (dead-depth),
- in appoggio (over-depth), lasciando poggiare parte del terminale per una presentazione più statica sul fondo.
Non starò qui ad annoiarvi con tutte le considerazioni del caso (se volete possiamo comunque approfondire sul forum) ma è chiaro che ogni spot ha la sua logica: sperimentare diverse profondità e presentazioni spesso cambia radicalmente il risultato della pescata.

Considerazioni finali
La pesca al colpo dalla spiaggia offre molte sfumature, determinate dal tipo di arenile, dalla sua morfologia e dalle condizioni del mare. Il consiglio più valido, in definitiva, è scegliere la tecnica giusta per la particolare spiaggia e per il particolare momento.
Sulle spiagge a forte pendenza, in presenza di mare formato o di scaduta, è quasi sempre la bolognese nel gradino di risacca a garantire i risultati migliori: i pesci si concentrano in quel tratto e la gestione della lenza diventa più efficace.
La pesca all’inglese classica, invece, trova la sua collocazione ideale con mare calmo, pescando più distanti dal gradino — che in queste condizioni è meno produttivo.
Quando la spiaggia non digrada rapidamente, il fondale resta basso per molti metri, e serve raggiungere pesci che stazionano oltre la distanza coperta da una semplice fiondata di bigattini, allora la pesca all’inglese con pasturatore diventa la scelta migliore. In questi contesti il waggler feeder permette di controllare la pasturazione e mantenere alta la precisione.
Come sempre accade nella pesca, non esiste una tecnica universale: esiste la tecnica più efficace per quel contesto, in quel preciso momento.
