Pesca all’inglese con pasturatore dalla spiaggia

Tem­po di let­tu­ra: 5 minu­ti

La pesca all’inglese con pastu­ra­to­re è una tec­ni­ca sem­pli­ce ed estre­ma­men­te effi­ca­ce, par­ti­co­lar­men­te uti­le quan­do si devo­no affron­ta­re spot che richie­do­no distan­ze di pesca supe­rio­ri a quel­le rag­giun­gi­bi­li con la nor­ma­le fion­da­ta di bigat­ti­ni, e al tem­po stes­so pre­sen­ta­no pro­fon­di­tà con­te­nu­te.
Lo spot in que­stio­ne è un trat­to di lito­ra­le a fon­da­le misto, nel qua­le il fee­der tra­di­zio­na­le (pesca a fon­do) ten­de­reb­be a inca­gliar­si o a scom­pa­ri­re tra alghe e detri­ti; il gal­leg­gian­te diven­ta dun­que l’unica solu­zio­ne real­men­te pra­ti­ca­bi­le.

In que­sti sce­na­ri è neces­sa­rio ricor­re­re a una pastu­ra­zio­ne di super­fi­cie, con le lar­ve che scen­do­no len­ta­men­te “a piog­gia” ver­so il fon­do, crean­do una colon­na di richia­mo ben defi­ni­ta. Per otte­ne­re que­sto effet­to si uti­liz­za il gal­leg­gian­te pastu­ra­to­re: atten­zio­ne però al model­lo da sce­glie­re. Per garan­ti­re otti­ma distan­za e pre­ci­sio­ne di lan­cio, il pastu­ra­to­re deve esse­re un wag­gler (bot­tom-only), quin­di un gal­leg­gian­te mol­to aero­di­na­mi­co che pre­ser­va le carat­te­ri­sti­che del lan­cio all’inglese pur incor­po­ran­do un pic­co­lo pastu­ra­to­re alla base (una sor­ta di “bodied” in cui il “cor­po” è costi­tui­to dal fee­der stes­so).

L’azione di pesca si svol­ge tipi­ca­men­te con mare cal­mo, con­di­zio­ne idea­le per sfrut­ta­re appie­no le poten­zia­li­tà di una match rod da 14–15 pie­di.

Il galleggiante pasturatore (waggler feeder)

Il gal­leg­gian­te che ho scel­to è il Gal­leg­gian­te Pastu­ra­to­re del­la Ston­fo nel model­lo 8+2. Si trat­ta di un buon pro­dot­to che tut­ta­via bene­fi­cia di alcu­ne pic­co­le modi­fi­che. Le anten­ne ori­gi­na­li, infat­ti, risul­ta­no a mio avvi­so un po’ cor­te. Per otte­ne­re una miglio­re visi­bi­li­tà in tut­te le con­di­zio­ni di luce è con­si­glia­bi­le sosti­tuir­le con anten­ne cave del­lo stes­so dia­me­tro, ma più lun­ghe, in tre colo­ra­zio­ni:

  • rosso/arancio fluo,
  • gial­lo fluo,
  • nero (una del­le due colo­ra­zio­ni pre­ce­den­ti pit­tu­ra­ta con pen­na­rel­lo inde­le­bi­le).

Que­sta sem­pli­ce per­so­na­liz­za­zio­ne ren­de il gal­leg­gian­te mol­to più leg­gi­bi­le in con­di­zio­ni varia­bi­li di con­tro­lu­ce, rifles­si o mare appe­na incre­spa­to.

Fotografia del galleggiante pasturatore (waggler feeder)

Il pastu­ra­to­re incor­po­ra­to è rego­la­bi­le: un pic­co­lo mec­ca­ni­smo per­met­te di varia­re l’apertura dei fori, con­trol­lan­do così la quan­ti­tà di bigat­ti­ni che fuo­rie­sco­no. È una carat­te­ri­sti­ca fon­da­men­ta­le per adat­ta­re il rit­mo di pastu­ra­zio­ne e la dura­ta del­l’a­zio­ne di pesca.

La montatura

In pie­no sti­le ingle­se, la mon­ta­tu­ra è sem­pli­ce, essen­zia­le e alta­men­te fun­zio­na­le.
La len­za madre è di tipo affon­dan­te (sin­king), con dia­me­tro non supe­rio­re a 0.18 mm. Su que­sta ven­go­no appli­ca­ti in suc­ces­sio­ne:

  1. uno stop­per in gom­ma,
  2. una girel­la con moschet­to­ne per l’attacco del wag­gler-pastu­ra­to­re,
  3. due stop­per in gom­ma subi­to sot­to la girel­la.

La len­za madre ter­mi­na con un’a­so­la abba­stan­za ampia, per il col­le­ga­men­to di tipo loop-to-loop con il resto del­la len­za. Tra que­sta aso­la e l’ultimo stop­per in gom­ma tro­va­no posto i pal­li­ni di tara­tu­ra (per esem­pio 2 × AAA), neces­sa­ri a equi­li­bra­re il gal­leg­gian­te.

Schema della montatura per la pesca con il galleggiante pasturatore

La par­te “viva” del­la mon­ta­tu­ra è sud­di­vi­sa in due spez­zo­ni, anch’essi col­le­ga­ti loop-to-loop:

  • Trat­to supe­rio­re: fluo­ro­car­bon 100% di dia­me­tro varia­bi­le tra 0,145 e 0,16 mm.
  • Ter­mi­na­le: fluo­ro­car­bon 100% dia­me­tro 0,12–0,10 mm.

Sul trat­to supe­rio­re, pro­prio sopra la giun­zio­ne con il ter­mi­na­le, appli­chia­mo un pic­co­lo bulk di tre pal­li­ni del n. 8, che costi­tui­sce la piom­ba­tu­ra atti­va di rife­ri­men­to.
Il ter­mi­na­le misu­ra cir­ca due pal­mi (45–50 cm); il trat­to supe­rio­re è lun­go tre vol­te il ter­mi­na­le. Lo sche­ma è cali­bra­to per una pro­fon­di­tà di pesca di cir­ca 2 metri, comun­que modi­fi­ca­bi­le spo­stan­do il gal­leg­gian­te lun­go la len­za madre.

I tre pal­li­ni n. 8 pos­so­no esse­re rego­la­ti in base al com­por­ta­men­to desi­de­ra­to del­la len­za:

  • rag­grup­pa­ti in un pic­co­lo bulk subi­to sopra il ter­mi­na­le (disce­sa rapi­da e ter­mi­na­le più sta­bi­le vici­no al fon­do);
  • aper­ti a sca­la­re o a bot­to­ni di cami­cia (disce­sa più mor­bi­da e pro­gres­si­va);
  • spo­sta­ti in alto, vici­no ai pal­li­ni di tara­tu­ra (len­za pri­va di piom­bo, mas­si­ma fluttuazione/naturalezza).

Que­ste con­fi­gu­ra­zio­ni per­met­to­no di adat­ta­re la mon­ta­tu­ra alle con­di­zio­ni del momen­to e alla spe­cie insi­dia­ta: per gli spa­ri­di è pre­fe­ri­bi­le sta­bi­liz­za­re l’esca pres­so il fon­do, men­tre per la spi­go­la spes­so ren­de di più una disce­sa len­ta e natu­ra­le.

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Azione di pesca

Anco­ra una vol­ta è tut­to mol­to sem­pli­ce: si cari­ca il pastu­ra­to­re, si rego­la­no le aper­tu­re e si lan­cia. Una vol­ta in acqua, i bigat­ti­ni ini­zia­no a fuo­riu­sci­re gra­dual­men­te e scen­do­no ver­so il fon­do crean­do una colon­na di pastu­ra che gui­da i pesci fino all’esca.
Come sem­pre, però, ci sono alcu­ni accor­gi­men­ti fon­da­men­ta­li che fan­no dav­ve­ro la dif­fe­ren­za.

Fotografia caricamento del galleggiante pasturatore

Fre­na­re il lan­cio è il pri­mo di que­sti: va sem­pre ese­gui­to pochi istan­ti pri­ma che il gal­leg­gian­te toc­chi l’acqua, così da disten­de­re per­fet­ta­men­te la len­za ed evi­ta­re gro­vi­gli.
Altro pun­to essen­zia­le è man­te­ne­re la mas­si­ma pre­ci­sio­ne: biso­gna cer­ca­re di pesca­re sem­pre nel­lo stes­so pun­to, crean­do una zona di richia­mo con­cen­tra­ta e coe­ren­te, anzi­ché disper­de­re la pastu­ra­zio­ne su un’area trop­po ampia.

La pro­fon­di­tà di pesca — cioè il livel­lo a cui pre­sen­tia­mo l’esca — dipen­de dal­le con­di­zio­ni del­lo spot e va rego­la­ta sul momen­to. È pos­si­bi­le pesca­re:

  • sospe­si (under-depth),
  • a sfio­ra­re il fon­do (dead-depth),
  • in appog­gio (over-depth), lascian­do pog­gia­re par­te del ter­mi­na­le per una pre­sen­ta­zio­ne più sta­ti­ca sul fon­do.

Non sta­rò qui ad anno­iar­vi con tut­te le con­si­de­ra­zio­ni del caso (se vole­te pos­sia­mo comun­que appro­fon­di­re sul forum) ma è chia­ro che ogni spot ha la sua logi­ca: spe­ri­men­ta­re diver­se pro­fon­di­tà e pre­sen­ta­zio­ni spes­so cam­bia radi­cal­men­te il risul­ta­to del­la pesca­ta.

Fotografia di un sarago catturato dalla spiaggia

Considerazioni finali

La pesca al col­po dal­la spiag­gia offre mol­te sfu­ma­tu­re, deter­mi­na­te dal tipo di are­ni­le, dal­la sua mor­fo­lo­gia e dal­le con­di­zio­ni del mare. Il con­si­glio più vali­do, in defi­ni­ti­va, è sce­glie­re la tec­ni­ca giu­sta per la par­ti­co­la­re spiag­gia e per il par­ti­co­la­re momen­to.

Sul­le spiag­ge a for­te pen­den­za, in pre­sen­za di mare for­ma­to o di sca­du­ta, è qua­si sem­pre la bolo­gne­se nel gra­di­no di risac­ca a garan­ti­re i risul­ta­ti miglio­ri: i pesci si con­cen­tra­no in quel trat­to e la gestio­ne del­la len­za diven­ta più effi­ca­ce.

La pesca all’inglese clas­si­ca, inve­ce, tro­va la sua col­lo­ca­zio­ne idea­le con mare cal­mo, pescan­do più distan­ti dal gra­di­no — che in que­ste con­di­zio­ni è meno pro­dut­ti­vo.

Quan­do la spiag­gia non digra­da rapi­da­men­te, il fon­da­le resta bas­so per mol­ti metri, e ser­ve rag­giun­ge­re pesci che sta­zio­na­no oltre la distan­za coper­ta da una sem­pli­ce fion­da­ta di bigat­ti­ni, allo­ra la pesca all’inglese con pastu­ra­to­re diven­ta la scel­ta miglio­re. In que­sti con­te­sti il wag­gler fee­der per­met­te di con­trol­la­re la pastu­ra­zio­ne e man­te­ne­re alta la pre­ci­sio­ne.

Come sem­pre acca­de nel­la pesca, non esi­ste una tec­ni­ca uni­ver­sa­le: esi­ste la tec­ni­ca più effi­ca­ce per quel con­te­sto, in quel pre­ci­so momen­to.

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