Elba Fishing Blog
Pesca sportiva in mare e in acqua dolce. Tecniche, attrezzature, esperienze.

La spallinata (parte1)

Tem­po di let­tura: 3 minu­ti

Per “spal­li­na­ta” o “coro­na” si intende la dis­tribuzione dei palli­ni di piom­bo sul­la porzione di lenza sot­to il gal­leg­giante le cui fun­zioni sono sia di quel­la di tarare il gal­leg­giante stes­so che di con­ferire un deter­mi­na­to com­por­ta­men­to in acqua del­la lenza. Esistono numerose dis­tribuzioni, ognuna con le pro­prie carat­ter­is­tiche e adat­ta a speci­fiche cir­costanze. Si potrebbe dire che le soluzioni sono qua­si infi­nite e ciò com­por­ta l’impossibilità di pren­der­le tutte in con­sid­er­azione. Il meglio che si può fare è cer­care di fornire un quadro gen­erale che aiu­ti a com­pren­dere gli aspet­ti prin­ci­pali così da pot­er, in segui­to, pot­er ragionare sulle tante pro­poste e su queste pot­er­si con­frontare al meglio. Par­ti­amo anal­iz­zan­do le dis­tribuzioni più uti­liz­zate.

Spallinata Bolognese

A. La spal­li­na­ta rego­lare o “a bot­toni di cam­i­cia” (strung-out pat­tern) con­siste in un cer­to numero di palli­ni del­lo stes­so peso posti ad una stes­sa dis­tan­za l’uno dal­l’al­tro (pro­prio come sono dis­posti i bot­toni di una cam­i­cia). La prin­ci­pale fun­zione di ques­ta dis­tribuzione è quel­la di deter­minare una disce­sa rego­lare e con­trol­la­ta (a veloc­ità di affon­da­men­to costante del­la lenza).

B. La spal­li­na­ta a scalare in peso o “con­i­ca” o “a coda di topo” (stan­dard pat­tern) con­siste di un cer­to numero di palli­ni di peso pro­gres­si­va­mente minore posti ad una stes­sa dis­tan­za (equidis­tan­ti) l’uno dal­l’al­tro. Tal­vol­ta, per via dell’equidistanza dei palli­ni, anche questo tipo di coro­na viene defini­ta “a bot­toni di cam­i­cia” ma per mag­gior chiarez­za con­viene evitare di far­lo per­ché crea soltan­to con­fu­sione (nelle cam­i­cie i bot­toni sono tut­ti uguali). La fun­zione prin­ci­pale è quel­la di tagliare/contrastare la cor­rente (palli­ni più gran­di e pesan­ti in alto) con­sen­ten­do il soll­e­va­men­to del­l’esca durante la trat­tenu­ta (bas­so lenza più leg­gero).

C. La spal­li­na­ta a scalare in dis­tan­za o “aper­ta” (aper­ta ver­so il ter­mi­nale) con­siste di un cer­to numero di palli­ni del­lo stes­so peso posti a dis­tan­za pro­gres­si­va­mente mag­giore andan­do ver­so il ter­mi­nale. Si scala cioè pro­gres­si­va­mente la dis­tan­za andan­do ver­so l’alto. Con­cettual­mente è sim­i­le alla prece­dente poiché abbi­amo comunque più peso in alto (palli­ni più con­cen­trati) che in bas­so (palli­ni più dis­tan­ti) ma in genere è più ampia e più leg­gera.

D. La spal­li­na­ta a scalare in peso e in dis­tan­za (tapered pat­tern) com­bi­na le carat­ter­is­tiche delle due prece­den­ti: palli­ni di peso pro­gres­si­va­mente minore posti a dis­tan­za pro­gres­si­va­mente mag­giore andan­do ver­so il ter­mi­nale. Vi è dunque un’ac­cen­tu­azione del­la mor­bidez­za del­la lenza nel­la parte bas­sa. In genere sono lenze abbas­tan­za ampie da pas­sa­ta che ammet­tono trat­tenute leg­gere, di con­trol­lo.

Nel­lo scalare in peso la vari­azione può essere effet­tua­ta ogni palli­no (es. n.9, n.8, n.7, …), ogni due palli­ni (es. n.9, n.9, n.8, n.8, n.7, n.7, …) oppure ogni tre (es. n.9, n.9, n.9, n.8, n.8, n.8, n.7, n.7, n.7, …). Nel­lo scalare in dis­tan­za l’in­ter­val­lo tra un palli­no e quel­lo suc­ces­si­vo si riduce in genere di una stes­sa misura. Ques­ta misura (insieme al numero di palli­ni uti­liz­za­ti) deter­mi­na la mag­giore o minore aper­tu­ra del­la lenza. Ipo­tiz­zan­do di par­tire da una dis­tan­za iniziale di 20 cm e sca­lan­do ogni 2 cm si otter­ran­no inter­val­li pro­gres­si­va­mente minori del tipo: 20 cm, 18 cm, 16 cm, 14 cm, ecc..

Ci sono poi dis­tribuzioni che han­no carat­ter­is­tiche diverse dalle prece­den­ti e che è impor­tante men­zionare poiché svol­go­no un ruo­lo impor­tante in certe situ­azioni. Quan­do si deve pescare più sta­bili a liv­el­lo del fon­do (per ques­tioni di cor­rente o di abi­tu­dine dei pesci) due pos­si­bili alter­na­tive sono le lenze roves­ci­ate oppure quelle par­ti­co­lar­mente rag­grup­pate.

Spallinata Bolognese

E ‑F. La spal­li­na­ta roves­ci­a­ta o “chiusa” può essere real­iz­za­ta con palli­ni tut­ti del­lo stes­so peso oppure a scalare (quel­li di peso mag­giore riman­gono comunque in alto). La dis­tan­za tra i palli­ni, in entram­bi i casi, decresce proce­den­do ver­so il ter­mi­nale. La prin­ci­pale fun­zione di ques­ta dis­tribuzione è quel­la di garan­tire una mag­gior sta­bil­ità a liv­el­lo del fon­do. Si trat­ta comunque di una lenza che rimane abbas­tan­za mor­bi­da e che con­sente anco­ra di soll­e­vare il bas­so lenza durante la trat­tenu­ta (effet­to più pro­nun­ci­a­to nel­la vari­ante a scalare in peso).

G‑H. La dis­tribuzione bulk and drop­pers (G) come quel­la con la tor­pil­la (H) enfa­tiz­za la sta­bil­ità a liv­el­lo del fon­do men­tre la mor­bidez­za (se così si può definire) è lim­i­ta­ta al breve trat­to dove si trovano i pochi palli­ni (drop­pers).

Pri­ma di con­clud­ere ques­ta pri­ma parte è oppor­tuno sot­to­lin­eare che:

  1. Le dis­tribuzioni appe­na viste sono quelle più uti­liz­zate ma ve ne sono anche altre di una cer­ta impor­tan­za. Ne par­lere­mo più avan­ti.
  2. Cias­cu­na dis­tribuzione da orig­ine ad un numero molto ele­va­to di vari­anti.
  3. Non esistono lenze per­fette o infal­li­bili. Esistono soltan­to lenze valide in deter­mi­nate cir­costanze.

4 commenti su “La spallinata (parte1)”

  1. buon­giorno ho trova­to molto inter­es­sante gli sche­mi delle spal­li­nate e la descrizione molto det­tagli­a­ta , una doman­da ‚tem­po indi­etro nel­la spal­li­na­ta parte 1 c’ era­no anche la dis­tribuzione dei bulk che ora non vedo più

    Rispondi
    • Ciao Andrea,
      forse era­no sul vec­chio blog? Gli arti­coli son sta­ti aggior­nati cer­can­do di sem­pli­fi­car­li un po’ per­ché di lenze ce n’è un’in­finità e si rischia poi di pre­sen­tarne più di quelle che in realtà ser­vano.
      Sicu­ra­mente le ripro­por­rò man mano che vado avan­ti con gli arti­coli, mag­a­ri inseren­dole in un con­testo più speci­fi­co piut­tosto che in una panoram­i­ca gen­erale.

      Gra­zie,
      Fran­co

      Rispondi

Lascia un commento