Nella pesca al colpo (roubaisienne, canna fissa, bolognese e inglese) con il termine spallinata (o corona) si indica la distribuzione dei pallini di piombo sulla lenza, nella porzione sottostante il galleggiante. Questa disposizione serve sia a tarare il galleggiante, sia a determinare il comportamento della lenza in acqua in base alla corrente e alla profondità e in generale alle condizioni che che si presentano durante la pesca, nonché alle abitudini dei pesci che si intendono insidiare.
Esistono numerose configurazioni di spallinata, ognuna con caratteristiche e finalità specifiche. In questo articolo cercheremo di fornire un quadro generale che aiuti a comprenderne i principi fondamentali e a interpretare correttamente le diverse soluzioni possibili.
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Le principali configurazioni di spallinata nella pesca al colpo
Delle tante distribuzioni possibili, a livello sia geometrico che di peso, le più comuni in assoluto sono la spallinata a bottoni di camicia, la spallinata a scalare in peso, la spallinata a scalare in distanza e la spallinata scalare sia in peso che in distanza.

A. La spallinata regolare detta anche “a bottoni di camicia” (strung-out pattern) consiste in un certo numero di pallini dello stesso peso posti ad una stessa distanza l’uno dall’altro (proprio come sono disposti i bottoni di una camicia). La principale funzione di questa distribuzione è quella di determinare una discesa regolare e controllata (a velocità di affondamento costante della lenza).
B. La spallinata a scalare in peso detta anche “conica” o “a coda di topo” (standard pattern) consiste di un certo numero di pallini di peso progressivamente minore posti ad una stessa distanza (equidistanti) l’uno dall’altro. Talvolta, per via dell’equidistanza dei pallini, anche questo tipo di corona viene definita “a bottoni di camicia” ma per maggior chiarezza conviene evitare di farlo perché crea soltanto confusione (nelle camicie i bottoni sono tutti uguali). La funzione principale è quella di tagliare/contrastare la corrente (pallini più grandi e pesanti in alto) consentendo il sollevamento dell’esca durante la trattenuta (basso lenza più leggero).
C. La spallinata a scalare in distanza detta anche “aperta” (aperta verso il terminale) consiste di un certo numero di pallini dello stesso peso posti a distanza progressivamente maggiore andando verso il terminale. Si scala cioè progressivamente la distanza andando verso l’alto. Concettualmente è simile alla precedente poiché abbiamo comunque più peso in alto (pallini più concentrati) che in basso (pallini più distanti) ma in genere è più ampia e più leggera.
D. La spallinata a scalare in peso e in distanza detta anche “a doppio scalare” (tapered pattern) combina le caratteristiche delle due precedenti: pallini di peso progressivamente minore posti a distanza progressivamente maggiore andando verso il terminale. Vi è dunque un’accentuazione della morbidezza della lenza nella parte bassa. In genere sono lenze abbastanza ampie da passata che ammettono trattenute leggere, di controllo.
Le quattro tipologie descritte — a bottoni di camicia, conica, aperta e doppio scalare — coprono la quasi totalità delle soluzioni adottate nella pesca a bolognese e inglese con stick floats.
Nota: nello scalare in peso la variazione può essere effettuata ogni pallino (es. n.9, n.8, n.7, …), ogni due pallini (es. n.9, n.9, n.8, n.8, …) oppure ogni tre pallini (es. n.9, n.9, n.9, n.8, n.8, n.8, …). Nello scalare in distanza l’intervallo tra un pallino e quello successivo si riduce in genere di una stessa misura. Questa misura (insieme al numero di pallini utilizzati) determina la maggiore o minore apertura della lenza. Ipotizzando di partire da una distanza iniziale di 20 cm e scalando ogni 2 cm si otterranno intervalli progressivamente minori del tipo: 20 cm, 18 cm, 16 cm, 14 cm, ecc.
Distribuzioni alternative: spallinata rovesciata, bulk e torpilla
Ci sono poi distribuzioni che hanno caratteristiche diverse dalle precedenti. È importante menzionare poiché svolgono un ruolo importante in certe situazioni. Quando si deve pescare più stabili a livello del fondo (per questioni di corrente o di abitudine dei pesci) due possibili alternative sono le lenze rovesciate oppure quelle particolarmente raggruppate.

E ‑F. La spallinata rovesciata o “chiusa” può essere realizzata con pallini tutti dello stesso peso oppure a scalare (quelli di peso maggiore rimangono comunque in alto). La distanza tra i pallini, in entrambi i casi, decresce procedendo verso il terminale. La principale funzione di questa distribuzione è quella di garantire una maggior stabilità a livello del fondo. Si tratta comunque di una lenza che rimane abbastanza morbida e che consente ancora di sollevare il basso lenza durante la trattenuta (effetto più pronunciato nella variante a scalare in peso).
G‑H. La distribuzione bulk and droppers (G) come quella con la torpilla (H) enfatizza la stabilità a livello del fondo mentre la morbidezza, limitata al breve tratto dove si trovano i pochi pallini (droppers), è molto ridotta. Queste configurazioni trovano impiego soprattutto in acque profonde o in presenza di forte corrente.
Ricordiamo alcuni principi fondamentali sulla spallinata
Prima di concludere questa prima parte, è importante ricordare alcuni principi fondamentali:
- Le distribuzioni illustrate sono le più utilizzate, ma ne esistono anche altre di rilievo, che approfondiremo più avanti.
- Ogni configurazione può dare origine a numerose varianti, anche molto diverse tra loro in termini di omportamento.
- Non esistono lenze perfette o infallibili: esistono solo lenze efficaci nelle giuste circostanze.
Comprendere questi principi è il primo passo per progettare e valutare in modo consapevole le proprie spallinate.

Buonasera, esiste una marca di pallini che ha le migliori caratteristiche in termini qualitativi ?
Io preferisco utilizzare gli inglesi della Browning, ma per la bolognese sono ottimi i Maver calibrati.
buongiorno ho trovato molto interessante gli schemi delle spallinate e la descrizione molto dettagliata , una domanda ‚tempo indietro nella spallinata parte 1 c’ erano anche la distribuzione dei bulk che ora non vedo più
Ciao Andrea,
forse erano sul vecchio blog? Gli articoli son stati aggiornati cercando di semplificarli un po’ perché di lenze ce n’è un’infinità e si rischia poi di presentarne più di quelle che in realtà servano.
Sicuramente le riproporrò man mano che vado avanti con gli articoli, magari inserendole in un contesto più specifico piuttosto che in una panoramica generale.
Grazie,
Franco