Elba Fishing Blog
Pesca sportiva in mare e in acqua dolce. Tecniche, attrezzature, esperienze.

Spigole e orate all’inglese in acqua bassa

Tem­po di let­tura: 11 minu­ti

Quan­do si legge di acqua bas­sa vien da chieder­si subito che cosa si inten­da o, più pre­cisa­mente, quale sia il lim­ite d’al­tez­za per il quale la colon­na d’ac­qua sia appun­to da riten­er­si bas­sa. Indica­ti­va­mente direi sot­to i sette pie­di (poco più di due metri). A ques­ta pro­fon­dità, in acque nat­u­rali e spe­cial­mente in mare, ogni fenom­e­no di dis­tur­bo viene ampli­fi­ca­to: il piom­bo o il feed­er che impat­ta l’ac­qua, una boc­cia di pas­tu­ra e addirit­tura un gal­leg­giante piom­bato pos­sono allar­mare i pesci entrati in pas­tu­ra. L’ap­proc­cio in acqua bas­sa deve essere dunque del­i­ca­to e ciò impone di soli­to una pas­tu­razione ad ele­men­ti sfusi, tipi­ca­mente i leg­geris­si­mi bigat­ti­ni, e mol­ta accortez­za nel porre la lenza in acqua. In mare, dove le con­dizioni sono tali che ogni azione sul­la riva viene facil­mente per­cepi­ta dai pesci, è spes­so nec­es­sario pescare ad una cer­ta dis­tan­za e la leg­gerez­za si scon­tra con le neces­sità di lan­cio. Ecco quin­di che una tec­ni­ca come l’in­glese è indub­bi­a­mente la più idonea per affrontare ques­ta situ­azione.

Iso­la d’El­ba. Zona umi­da nel Gol­fo di Mola al cam­bio di luce.

zona umida mola

Lo spot che pren­di­amo in con­sid­er­azione è una dis­te­sa di acqua mari­na di bas­sa pro­fon­dità che si tro­va dinanzi ad una zona umi­da. Vi sfo­ciano dei pic­coli canali che por­tano acqua dolce in modo incostante, preva­len­te­mente in occa­sione di for­ti piogge. L’en­troter­ra è tut­tavia carat­ter­is­ti­co delle aree umide palus­tri dul­ci­ac­quicole così anche se non pos­si­amo par­lare di acqua pro­pri­a­mente salmas­tra l’habi­tat è ide­ale per spigole e orate che trovano facile nutri­men­to sul fon­dale ric­co di granchi­et­ti, gam­beretti e anel­li­di. Pic­coli pesci come lat­teri­ni e mug­ginet­ti ampli­ano per i preda­tori l’of­fer­ta di un banchet­to già di per sé ric­co e suc­cu­len­to.

Attrezzatura

Per ques­ta tec­ni­ca si uti­liz­zano le canne ingle­si (match rod) da 14–15 pie­di che in mare son sem­pre preferi­bili ai mod­el­li più cor­ti. La dis­tan­za di pesca è quel­la rag­giun­gi­bile dai bigat­ti­ni fion­dati quin­di pos­si­amo abbina­rvi un mulinel­lo di taglia 3000 o 4000 con bobi­na a bas­sa capac­ità che viene car­i­ca­to con un mono affon­dante di misura 0.16 mm.

Shi­mano Aer­nos Match da 15 pie­di e Colmic Zartan 400 con Tra­buc­co Match Sink­ing XPS T Force 0.165 mm.

Spigole e orate in acqua bassa

Per quan­to con­cerne i gal­leg­gianti la scelta dipende da vari fat­tori ma le tipolo­gie che uti­lizzi­amo sono straight e bod­ied wag­gler di pic­co­la misura, piom­bati e con por­ta starlight da 4.5 mm. Speci­fi­co l’an­ten­na poiché è una delle carat­ter­is­tiche più ril­e­van­ti. I gal­leg­gianti con alleg­gia­men­to da 4.5 mm sono mag­gior­mente ver­sa­tili in quan­to pos­si­amo uti­liz­zare un ridut­tore insert (4,5→3 mm), qualo­ra volessi­mo ren­dere il gal­leg­giante più sen­si­bile, oppure un’an­ten­na cava da 4,5 mm in caso di scarsa vis­i­bil­ità. Dob­bi­amo avere a dis­po­sizione diverse tipolo­gie di anten­na, sia per il diametro (4,5/3 mm), che per il mate­ri­ale (plas­ti­ca piena e cava) che per il col­ore (gial­lo fluo, aran­cio fluo e nero). Questo ci garan­tisce di pot­er vedere l’an­ten­na per­fet­ta­mente in ogni con­dizione di luce ed avere la cor­ret­ta sen­si­bil­ità per le speci­fiche con­dizioni che dob­bi­amo affrontare. Uno schema può essere di aiu­to:

Col­ore

  • Arancio/rosso fluo: buona lumi­nosità ambi­en­tale in zone d’ac­qua non in ombra (ma prive di rif­lessi)
  • Gial­lo fluo: buona lumi­nosità ambi­en­tale in zone d’ac­qua in ombra
  • Nero: forte lumi­nosità con rif­lessi sul­l’ac­qua
  • Starlight: crepuscolo/notte

Diametro

  • 3 mm plas­ti­ca piena: mas­si­ma sen­si­bil­ità, dis­tan­za di pesca media
  • 3 mm plas­ti­ca cava: otti­ma sen­si­bil­ità, dis­tan­za di pesca medio-lun­ga, mag­gior vis­i­bil­ità
  • 4,5 mm plas­ti­ca piena: buona sen­si­bil­ità, dis­tan­za di pesca lun­ga
  • 4,5 mm plas­ti­ca cava: por­tante, meno sen­si­bile, dis­tan­za di pesca lun­ga, mag­gior vis­i­bil­ità

Varie antenne. Si noti come quelle da 3 mm cave vengano dotate di un adat­ta­tore in gom­ma rica­va­to da un vec­chio elas­ti­co per fion­da.

antenne

Ai più sem­br­erà ques­tione di lana cap­ri­na quel­la delle antenne ma pos­so assi­cu­rarvi che aver­le a dis­po­sizione fa la dif­feren­za per­ché a sec­on­da del momen­to ce n’è sem­pre una che si vede meglio delle altre. Gli wag­gler, come dice­va­mo, sono essen­zial­mente di due tipi: uno da cor­ta e l’al­tro da media dis­tan­za. Sono tra loro molto sim­ili come for­ma ma cam­bia il peso alla base. Il pri­mo è uno straight clas­si­co (es. 2 o 3+1) il sec­on­do un bod­ied un po’ più pesante (es. 6+2). Sono più che suf­fi­ci­en­ti vis­to che poi avete diverse antenne a dis­po­sizione. In realtà io por­to sem­pre con me un tubo rigi­do pieno zep­po di gal­leg­gianti ingle­si di ogni tipo ma par­larne equi­var­rebbe a com­pli­care inutil­mente il dis­cor­so.
L’ap­proc­cio in acqua bas­sa prevede mon­tature fisse o al mas­si­mo parzial­mente scor­revoli per un pic­col­is­si­mo trat­to (per fare gli invi­ti) quin­di quan­do avete un paio di gal­leg­gianti facil­mente sos­ti­tu­ibili non serve molto altro.

I due wag­gler con­sigliati. Si noti come abbiano stes­sa lunghez­za e come il bod­ied abbia un cor­po solo lieve­mente pro­nun­ci­a­to.

Waggler

Per quan­to con­cerne invece la piom­bat­u­ra il mio con­siglio è di uti­liz­zare esclu­si­va­mente piom­bo mor­bido da inglese. Ne esistono di molto buoni di varie marche. Io uso preva­len­te­mente i Dins­mores ma va bene qual­si­asi altro brand, bas­ta che abbiano un taglio pre­ciso e siano mor­bi­di, così da poter­li gestire (aggiun­gere, rimuo­vere, spostare) sen­za stress per la lenza.

Piom­bo da inglese super soft.

split shot

A questo pun­to, se pro­prio volete fare le cose per bene, con­siglio anche le pinze Cres­ta, le uniche dotate di “denti­no” per l’aper­tu­ra dei piom­bi e le uniche vera­mente utili per gestire le piom­bat­ure. Gli altri stru­men­ti, a mio parere, sono poco ver­sa­tili anche se ampia­mente dif­fusi. Vedrete che se avete modo di provar­le mi darete ragione.

Cres­ta Split­shot Tool.

Cresta Split Shot

Pros­eguiamo la car­rel­la­ta delle attrez­za­ture pas­san­do al set­tore ter­mi­nale. Sicu­ra­mente ques­ta pesca si fa con ami molto pic­coli e leg­geri poiché le spigole, spe­cial­mente in acqua chiara e cal­ma, preferiscono inneschi minu­ti e dal­la spic­ca­ta nat­u­ralez­za. Le orate han­no tut­tavia un appa­ra­to buc­cale più tosto e spri­gio­nano mag­gior forza durante il com­bat­ti­men­to. Volen­do trovare un com­pro­mes­so l’ac­cop­pi­a­ta tra un finale del­lo 0.120–0.125 ed un amo del n. 18 abbas­tan­za robus­to è un buon pun­to di parten­za benché qua­si cer­ta­mente vi capiterà di dover scen­dere sia come diametro che come misura, filo e peso del­l’amo. Come si dice: «uomo avvisato, mez­zo sal­va­to».

Un set di ami e fili per il ter­mi­nale.

ami terminali

Tra la grande offer­ta del mer­ca­to e le pref­eren­ze per­son­ali lun­gi dal vol­er con­sigliare questo o quel filo e questo o quel­l’amo. Qui dovete fare come volete bas­ta che abbi­ate una cer­ta scelta a dis­po­sizione in modo da pot­er pre­sentare l’esca al meglio e in per­fet­to equi­lib­rio. Nylon, flu­o­rine o flu­o­ro­car­bon? Conoscete bene le dif­feren­ze e anche qui la scelta dipende da tan­ti fat­tori. Il flu­o­ro­car­bon non è sem­pre supe­ri­ore ad un nylon speci­fi­co per ter­mi­nali che, nei diametri sot­tili, ha spes­so carat­ter­is­tiche migliori. Io ten­do a preferire i nylon in ques­ta pesca o tut­t’al più i flu­o­rine ma se si usa un diametro più gen­eroso (es. 0.125) e vi sono peri­coli di abra­sione, un flu­o­ro­car­bon 100% ha il suo per­ché.
Dis­cor­so sim­i­le per gli ami: tan­to più l’amo è pic­co­lo e sot­tile tan­to meglio pre­sen­ta il bigat­ti­no innesca­to sin­go­lo. Se si pen­sa di vol­er innescare due larve allo­ra con­viene un amo leg­ger­mente più grande e robus­to. L’amo tut­tavia fa cop­pia non solo con l’esca ma anche con il ter­mi­nale quin­di cer­chi­amo di evitare dis­crepanze.

Altri ele­men­ti per la costruzione del­la lenza.

Minuteria

Per real­iz­zare la mon­tatu­ra sono poi nec­es­sarie le girelle con moschet­tone (attac­co per il wag­gler), micro­girelle e attac­chi rapi­di per il ter­mi­nale. Aggiun­giamo anche un filo di diametro più gen­eroso (0.140–0.145) qualo­ra si desideri optare per un ter­mi­nale in due spez­zoni ed even­tual­mente del feeder/power gum per una trec­cia elas­ti­ca. Quest’ul­ti­ma opzione è rara­mente nec­es­saria a dire il vero poiché il gra­di­ente di elas­tic­ità è assi­cu­ra­to dal­la can­na, dal­la lenza madre (0.16) e dal­l’even­tuale ter­mi­nale doppio (0.14→0.11). Non ci sono bruschi salti e con­viene las­cia­re la lenza molto puli­ta e più sem­plice pos­si­bile.

Affi­dat­e­vi ad una buona fion­da e non dimen­ti­cate i ricam­bi.

Fionda

Con­clu­di­amo con lo stru­men­to fon­da­men­tale per la pas­tu­razione: la fion­da. Qui con­siglio di non lesinare, scegliere un buon prodot­to e soprat­tut­to munir­si di ricam­bi. Può infat­ti cap­itare che dato l’u­so fre­quente e inten­so si pos­sa improvvisa­mente rompere un elas­ti­co o addirit­tura il fondel­lo. Ai prodot­ti di qual­ità capi­ta molto di rado ma può suc­cedere e in quel caso se non abbi­amo i ricam­bi pos­si­amo anche dire addio alla ses­sione.

La montatura

In acqua bas­sa si uti­liz­za una mon­tatu­ra fis­sa e, al fine di garan­tire la mas­si­ma nat­u­ralez­za pos­si­bile, pri­va di piom­bat­u­ra atti­va. Tut­to il peso nec­es­sario si col­lo­ca cioè alla base del wag­gler (piom­bat­u­ra pas­si­va). Questo set­up, sem­pli­cis­si­mo, può sof­frire tut­tavia di qualche prob­le­ma in fase di lan­cio qualo­ra sia pre­sente un po’ di ven­to. Per questo moti­vo, pri­ma di intro­durre trec­ce in nylon o pow­er gum, il con­siglio è di creare il ter­mi­nale in due spez­zoni uni­ti da nodo di sangue. La porzione a monte, lun­ga 1/3 o 1/2 di quel­la totale, sarà quin­di del­lo 0.140–0.145 e vi farà segui­to (uni­ta con il nodo di sangue) la porzione a valle (lun­ga i 2/3 o il 1/2 rima­nente) del­lo 0.10–0.125.

Il nodo di sangue, se bene ese­gui­to, riesce a man­tenere fino al 95% del cari­co di rot­tura.

nodo di sangue

Questo ter­mi­nale sarà più lun­go (anche di molto) del­la pro­fon­dità mis­ura­ta e comunque mai infe­ri­ore ai 2 metri . Vedremo più avan­ti come in questo approc­cio è fon­da­men­tale la cala­ta lenta, nat­u­ralis­si­ma, del­l’esca, ma anche la pos­si­bil­ità che il pesce pos­sa trovar­la pog­gia­ta sul fon­dale insieme alle altre larve che sono affon­date e su questo si sono deposi­tate. L’o­ra­ta è un gru­fo­la­tore che man­gia sul fon­do e la spigo­la può fare lo stes­so o inter­cettare il bigat­ti­no in disce­sa.
La porzione a monte del ter­mi­nale sarà col­le­ga­ta alla girella di giun­zione alla lenza madre. Subito sopra questo col­lega­men­to avre­mo la piom­bat­u­ra pas­si­va, dis­tribui­ta in maniera clas­si­ca con più peso a valle e minor peso a monte (bas­ta un solo palli­no) del­la girella con moschet­tone di attac­co al wag­gler.

Mon­tatu­ra di base.

Montatura acqua bassa

Se il lan­cio è cor­ret­to rara­mente si cre­ano grovigli.  Può essere utile uti­liz­zare tubici­ni per ren­dere più rigide alcune par­ti, come ad esem­pio la girella con moschet­tone di attac­co al wag­gler, sul­la quale potete inserire un pezzet­to di ter­more­strin­gente: non ne infi­cia il fun­zion­a­men­to ma ne limi­ta movi­men­ti non nec­es­sari. Qualo­ra si desideri usare la trec­cia in pow­er gum, la girella inclusa nel­la trec­cia sarà col­le­ga­ta alla lenza madre men­tre all’al­tro capo un micro­gan­cio si con­net­terà con il ter­mi­nale. La trec­cia deve essere real­iz­za­ta leg­ger­mente più lun­ga del wag­gler.

Mon­tatu­ra con trec­cia in pow­er gum. Iden­ti­ca alla prece­dente sal­vo per il fat­to che tra ter­mi­nale e wag­gler è inter­pos­ta una trec­cia elas­ti­ca.

Treccia power gum pesca inglese
Link spon­soriz­za­ti

Azione di pesca

Sti­mare la veloc­ità di affon­da­men­to del bigat­ti­no è utile ma non occorre essere par­ti­co­lar­mente pre­cisi, bas­ta gius­to averne un’idea. Ammet­ti­amo dunque che la lar­va sin­go­la affon­di con una veloc­ità di un piede ogni 10 sec­on­di così pos­si­amo sup­porre che per una pro­fon­dità di 7 pie­di occorre poco più di un min­u­to. Questo è il tem­po di cala­ta. Se non si osser­vano man­giate durante la cala­ta (di soli­to lo fan­no le spigole) l’esca si deposi­ta sul fon­do insieme alle altre larve con le quali sti­amo pas­tu­ran­do e diven­ta ogget­to di inter­esse per specie più spic­cata­mente gru­fo­la­tri­ci some saraghi e orate. Non che la spigo­la si rifiu­ti di man­gia­re a tes­ta in giù, inten­di­amo­ci, ma sem­plice­mente preferisce inter­cettare le larve in movi­men­to.

L’in­glese in acqua bas­sa è una pesca estrema­mente dinam­i­ca, fat­ta di una pas­tu­razione fre­quente, in pic­cole quan­tità e a rit­mo rego­lare, inter­val­la­ta da lan­ci ed invi­ti.

Pesca all'inglese in acqua bassa

L’azione di pesca segue uno schema abbas­tan­za rigi­do (nel sen­so del­la ripe­tizione degli even­ti) che forse con­viene orga­niz­zare a pun­ti come segue:

  1. Fion­di­amo una deci­na di larve alla dis­tan­za desider­a­ta.
  2. Lan­ci­amo qualche metro oltre (più lon­tano) poi recu­pe­ri­amo (pos­si­bil­mente con la pun­ta del­la can­na imm­er­sa così da affon­dare il filo) fino a portare il wag­gler un po’ più cor­to rispet­to alla zona pas­tu­ra­ta. Questo serve a sten­dere il ter­mi­nale, ren­den­do­lo più respon­si­vo, e a posizionare l’esca in super­fi­cie pres­soché al cen­tro del­la zona pas­tu­ra­ta.
  3. Fion­di­amo un’al­tra deci­na di larve. In questo modo l’esca viene a trovar­si (sul piano frontale) lun­go una colon­na di bigat­ti­ni che dal­la super­fi­cie scen­dono fino al fon­do e qui si deposi­tano.
  4. Se durante il tem­po di cala­ta non ci sono state man­giate las­ci­amo l’esca sul fon­do per 2–3 minu­ti.
  5. Pro­du­ci­amo un leg­gero invi­to recu­peran­do un metro con la pun­ta del­la can­na in bas­so.
  6. Atten­di­amo altri 2–3 minu­ti e in assen­za di man­giate recu­pe­ri­amo del tut­to per poi ripetere l’azione dal­l’inizio.

Più o meno, con­sideran­do il tem­po di cala­ta e di pesca col ter­mi­nale sdra­ia­to sul fon­do, l’azione dura 5–7 minu­ti e poi si ripete, cicli­ca­mente.

La spigo­la man­gia preva­len­te­mente in cala­ta o dopo l’in­vi­to.

Spigola Acqua Bassa

Ques­ta sequen­za vuole garan­tire un con­tin­uo riforn­i­men­to di larve ed una pre­sen­tazione del­l’esca sia in movi­men­to (cala­ta e invi­to) che sta­t­i­ca (esca pog­gia­ta sul fon­do per un cer­to tem­po). Le spigole di soli­to inter­cettano il bigat­ti­no innesca­to durante la sua disce­sa oppure al ter­mine del­l’in­vi­to. I saraghi e le orate nel­la fase più sta­t­i­ca. Si trat­ta di osser­vazioni e chiara­mente può cap­itare anche l’in­ver­so. L’im­por­tante è però offrire una vari­abil­ità di pre­sen­tazioni così da pot­er sti­mo­lare le prede in ogni modo pos­si­bile

Saraghi e orate man­giano più fre­quente­mente nel­la fase sta­t­i­ca.

orata acqua bassa

Una cura par­ti­co­lare va ded­i­ca­ta all’in­nesco. Anche se la cala­ta è sui fon­dali prossi­mi ai 7 pie­di un momen­to impor­tante, per la mag­gior parte del tem­po il bigat­ti­no si pre­sen­ta pog­gia­to sul fon­do. Sot­to­li­neo questo per­ché il tipo di innesco dovrà essere da esca pog­gia­ta (per la coda) piut­tosto che da esca in cala­ta (lat­erale). Il bigat­ti­no sul fon­do tende a dis­porsi sul ven­tre e (più o meno) a cam­minare. Per innescar­lo cor­ret­ta­mente pren­de­tene uno e osser­vate­lo sul pal­mo del­la mano. Noterete come si dispone e si muove. L’amo va quin­di appli­ca­to appe­na sot­to pelle dal­la parte degli spira­coli pos­te­ri­ori in sen­so ven­tro-dor­sale (la pun­ta del­l’amo a fine innesco deve essere riv­ol­ta ver­so l’al­to) in modo che, una vol­ta innesca­to, sul pal­mo del­la mano con­tinui a muover­si (cam­minare) come se l’amo non ci fos­se.

Innesco del bigat­ti­no sin­go­lo in lenze over-depth (pog­giate sul fon­do).

innesco bigattino singolo

La lar­va deve man­tenere la mas­si­ma vital­ità e somigliare il più pos­si­bile a quelle lan­ci­ate a fion­da. Questo vale sicu­ra­mente per le spigole che come abbi­amo det­to han­no un atteggia­men­to più preda­to­rio e prediligono le larve fres­che in movi­men­to. I saraghi e le orate che si cibano dei bigat­ti­ni già affon­dati (e quin­di parzial­mente annegati) rispon­dono anche ad inneschi con lar­va meno mobile. Da qui una rego­la: se il tar­get sono le spigole con­viene cam­biare lar­va ad ogni ciclo di lan­cio; se c’è poca attiv­ità e le prede sono preva­len­te­mente i gru­fo­la­tori si può las­cia­re la lar­va sul­l’amo anche fino a 3 cicli di lan­cio (se anco­ra vitale).
Inneschi a due bigat­ti­ni, più volu­mi­nosi, sono pos­si­bili anche se des­ti­nati a pesci meno sospet­tosi. Con­sid­er­ate che richiedono un amo leg­ger­mente più grande, che sono più pesan­ti in cala­ta (scen­dono più velo­ce­mente delle larve fion­date) e dunque appaiono come meno nat­u­rali (il che tut­tavia non sig­nifi­ca meno effi­caci). Si opta in questo caso per il clas­si­co coda (pri­ma lar­va) e tes­ta (sec­on­da lar­va); questo per due motivi: evitare l’ef­fet­to eli­ca e las­cia­re ben lib­era la pun­ta del­l’amo.

Spigo­la cat­tura­ta su bas­so fon­dale in con­dizioni di cal­ma asso­lu­ta e acqua molto chiara.

Spigola pesca inglese

Per con­clud­ere occorre ricor­dare come questo tipo di pesca si svol­ga in con­dizioni di acqua fer­ma il che, in mare, cor­risponde anche ad una par­ti­co­lare limpi­dez­za. Si trat­ta forse di una delle con­dizioni più com­p­lesse da affrontare poiché l’at­tiv­ità dei pesci non è sem­pre al mas­si­mo e, anzi, gen­eral­mente risul­ta piut­tosto bas­sa. Moti­vo per cui occorre fare atten­zione a tut­ti i par­ti­co­lari. Non è una mania, è una neces­sità.

2 commenti su “Spigole e orate all’inglese in acqua bassa”

  1. Ciao Fran­co, ti ringrazio dei con­tinui arti­coli che man­di sul blog, e ti dico che mi ser­vono, non tan­to per andare a pesca ma per pas­sare il tem­po qui, in sala di atte­sa o in cor­sia, all’ospedale dove sto, insieme a mia moglie, assis­ten­do una sua cugina,sola. Scusa se mi sono dilun­ga­to, ma sicu­ra­mente questi con­sigli che man­date sul blog mi servi­ran­no quan­do tornerò a pescare!!!!
    Gra­zie,
    Rober­to

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    • La pesca, vis­su­ta come la vivi­amo noi, serve anche a questo: dis­trar­si e rilas­sar­si anche se non siamo pro­pri­a­mente a pescare. Mi fa piacere che l’ar­ti­co­lo ti abbia fat­to pas­sare un po’ di buon tem­po
      Un salu­to e un abbrac­cio,
      Fran­co

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