Franco Checchi

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  • in risposta a: Mulinelli per pesca in mare Bolognese Inglese Feeder #3782
    Franco Checchi
    Amministratore del forum

    @marcohill Ciao, perdona il ritardo nella risposta, ero fuori sede 🙂

    Ad oggi l'offerta sui mulinelli è molto ampia. Potrei consigliarti alcuni modelli sicuramente di buona fattura, ma forse conviene più concentrarsi sulle caratteristiche.
    Di base io non amo i mulinelli privi di antiritorno, anche se hanno frizioni meravigliose. Quindi il consiglio che darei è di escludere quelli che ne sono privi.
    Ben sotto i 100 euro mi sentirei di consigliare i Daiwa Ninja LT, uno dei classici "poca spesa, tanta resa" 🙂 Ci sono anche modelli leggermente superiori come fascia di prezzo, quindi la scelta è abbastanza ampia. Ma il Ninja rimane un mulinello affidabile per tutte le tecniche.

    Per quanto Shimano, un mulinello simile è il Sahara FJ (anche questo con antiritorno).

    E poi vale la regola che, ovviamente, più saliamo di prezzo più (teoricamente) l'attrezzatura è valida.
    Ma a dire la verità, il 90% del lavoro lo fa il pescatore 😉
    Visto che cerchi la comodità delle due bobine per pescare con fili diversi, il Daiwa Ninja LT o lo Shimano Sahara FJ sono perfetti: costano talmente il giusto (siamo sui 60-80€) che puoi comprare eventuali bobine di scorta originali piuttosto facilmente.

    Franco Checchi
    Amministratore del forum

    @emiliano-88 Ciao e perdona il ritardo nella risposta ma ero fuori sede.

    Dunque, la domanda non è banale e la risposta è più complessa di quanto potremmo immaginare poiché le considerazioni da fare sono molte.
    In generale una spallinata corta si usa in presenza di corrente, mare mosso, o quando bisogna entrare in pesca velocemente sul fondo (magari per evitare la minutaglia in superficie). Una spallinata lunga si usa quando c'è meno corrente (in mare per lo più turbolenza) e per donare maggior naturalezza di movimento, sia in calata che allo stato stazionario (quando la lenza è scesa completamente).
    Mettendo da parte le lenze con piombatura concentrata in basso (es. bulk and droppers, torpille, ecc) le spallinate vere e proprie sono strutturate per rispondere a: abitudini dei pesci (i grufolatori mangiano per lo più sul fondo e rispondono bene a distribuzioni più concentrate, le spigole preferiscono lenze più lunghe e morbide), profondità di pesca e portata del galleggiante utilizzato.
    Questi tre fattori/aspetti condizionano molto le scelte.
    Devi immaginare gli scenari.

    Es1. Acqua profonda, mare calmo o poca corrente, e pesci sospettosi (es. spigole): utilizzerai prevalentemente portate ridotte, pallini più piccoli e lenze più lunghe.

    Es2. Acqua più bassa, corrente/onda di superficie o pesci che mangiano rigorosamente appoggiati al fondo (es. saraghi, orate): utilizzerai portate superiori, pallini più grandi (e in minor numero) e lenze più corte.

    La portata, il tipo e numero di pallini, la lunghezza totale della lenza dipendono dal tuo ragionamento e da come immagini che la lenza debba comportarsi. Spesso il ragionamento è giusto, altre volte ti troverai a fare delle modifiche magari spostando i pallini (accorciando o restringendo la distribuzione) per verificare quale configurazione lavora meglio.

    A presto!

    in risposta a: Esca “alternativa” #3699
    Franco Checchi
    Amministratore del forum

    Ciao, sul petto di pollo ho scritto un lungo articolo qui sul blog:

    https://www.elbafishingblog.org/esche-alternative-petto-pollo/

    Per me è un'esca fantastica.
    Se vuoi approfondiamo 😉

    in risposta a: Spallinata chiusa (aperta rovesciata o invertita) #3696
    Franco Checchi
    Amministratore del forum

    Su una profondità variabile da 3,5 a 4,5 metri puoi pescare più raggruppato (la tua spallinata sui 55 cm) o più aperto (la versione che ti ho proposto su quasi 100 cm) a seconda dell'effetto che vuoi ottenere e della corrente.
    Io in genere per la spigola preferisco lenze più aperte mentre per gli sparidi (saraghi e orate) più compatte. Ma ogni spot fa storia a sé e son valutazioni che si fanno sul campo.

    Relativamente alla corrente: dipende. Quando pesco nel tratto di foce la corrente è approssimativamente lineare e abbastanza chiara da leggere. In scogliera è più un discorso di turbolenza. In porto le correnti da me sono generalmente molto deboli e attuando una lieve trattenuta di controllo preferisco rimanere leggero: non capita mai, come invece nel tratto di foce, che la lenza corra molto e si sollevi ampiamente in trattenuta.
    Detto questo il mio principio è: pescare il più leggero possibile, sia come pesi in lenza che come diametri di filo. Si sale solo quando è necessario.

    Consiglio: monta il galleggiante intercambiabile e nel caso appesantisci a livello del bulk con pallini inglesi morbidi (facilmente riposizionabili/removibili). Così mantieni lo stesso basso lenza (stessa dinamica in prossimità del fondo) e puoi provare come lavora la lenza con più peso sul fulcro (bulk).

    Ciao. F.

    in risposta a: Spallinata chiusa (aperta rovesciata o invertita) #3693
    Franco Checchi
    Amministratore del forum

    @giannella-stefano Per ottimizzare l'archiviazione e la reperibilità dei contenuti, ho spostato questa discussione nella sezione più pertinente.

    Ciao Stefano,
    La lenza a chiudere in basso, come ci siamo detti e come hai avuto modo di sperimentare, in mare cerca di coniugare morbidezza e stabilità, sacrificando un po' la calata, ma adattandosi meglio alla ricerca di pesci che stazionano nel terzo inferiore della colonna d'acqua, specie se c'è un po' di corrente o turbolenza.
    Nel tuo caso immagino — ma dimmi se sbaglio — che si tratti di un ambito portuale (o simile), per cui le spigole si trovano generalmente più in profondità. Se decidi per questo tipo di approccio, piuttosto che una classica scalata aperta, in acqua ferma ha senso aumentare un po' le distanze tra i pallini (in modo progressivo ovviamente).
    Si mantiene la caratteristica della stabilità del basso lenza, ma si accentua maggiormente la morbidezza.
    Se nella lenza da 1 gr ti fermi al punto 2x4 hai coperto 55 cm totali di spallinata (il conto torna sia con lo schema che con il nostro calcolatore):

    Spallinata chiusa da 1 gr V1

    Se aumenti la distanza iniziale (primi due pallini) da 1 cm a 3 cm, e la ragione (l'incremento) a 2 cm ottieni sempre una lenza da 1 gr, chiusa in basso ma più aperta:

    Spallinata Chiusa 1 gr V2

    Il fatto che sia più aperta la rende più morbida e "naturale" in acqua ferma.

    Alla fine il gioco sta tutto nell'adattamento alle condizioni/caratteristiche dello spot in un dato momento, seguendo i principi di base delle lenze: raggruppo se voglio stare più fermo e stabile sul fondo, apro se voglio una lenza più fluttuante e naturale. Il tutto senza tuttavia modificare il principio della lenza (che è una scalata invertita nel tuo caso), visto che con tale configurazione prendi pesci e ti trovi bene.

    Per come la vedo io, quando una lenza in un certo posto funziona bene, meglio "modificarla nelle distanze" che cambiarla radicalmente passando ad una lenza diversa.
    Ma nella pesca abbiamo tutti ragione, anche chi la pensa diversamente, basta che poi alla fine i pesci entrino nel guadino 😉

    A disposizione se vuoi approfondire ulteriormente.
    Ciao, F.

    in risposta a: Feeder utilizzo di un elastico shock asorber #3690
    Franco Checchi
    Amministratore del forum

    Ciao Emiliano,
    l'introduzione dei "sistemi ammortizzanti" (a partire dall'elastico da Roubaisienne fino ai più moderni Feeder gum e Power gum) mira a risolvere uno dei dilemmi più complessi della pesca a legering: coniugare l'uso di canne — in passato più che ora — e lenze madri rigide (come i trecciati) con la necessità di proteggere terminali capillari.
    Dunque alla base del corretto utilizzo di questi ammortizzatori dinamici c'è la ricerca di una elasticità "giusta e controllata", dove si rende necessario distinguere l'uso dall'abuso.
    Prima di tutto occorre chiedersi: è realmente necessario un ammortizzatore elastico? E la risposta è: non così di frequente. Diventa necessario quando a monte del terminale c'è una notevole mancanza di elasticità, che sia la canna o la lenza madre, mentre a livello terminale peschiamo molto sottili. Se ci pensi bene i casi in cui si crea un gap così profondo non sono molti. In tutti gli altri, a mio avviso, l'uso di un ammortizzatore porta più problemi che benefici.
    Fatta questa doverosa premessa, l'elastomero più adatto è il Feeder gum e lo si inserisce nel punto di mezzo tra lenza madre e terminale. Va scelto in base al diametro del terminale (es. un 4 lbs per finali che vanno dallo 0.08 allo 0.12, un 6lbs per diametri dallo 0.12 allo 0.16, ecc.). La lunghezza del tratto ammortizzante non deve essere eccessiva (7-10 cm sono sufficienti). Attenzione al fatto che quanto detto presuppone che il tratto ammortizzante sia a singolo filamento, in quanto una treccia di Feeder gum è più rigida e meno elastica (a quel punto non torna più il rapporto di elasticità con il terminale).
    Per la montatura in sé ti direi "qualsiasi" nel senso che puoi realizzare quella che preferisci (di solito un running rig) inserendo il tratto di Feeder gum a monte del terminale.
    Fai attenzione agli indicatori di degradazione del Feeder gum (opacizzazione, mancato ritorno elastico, rugosità al tatto) in quanto gli elastomeri subiscono un invecchiamento abbastanza rapido e dopo stress importanti o diverse sessioni di pesca vanno sostituiti.

    Se hai altre domande approfondiamo 😉

    in risposta a: Apertura della spallinata. #3688
    Franco Checchi
    Amministratore del forum

    Ciao Emiliano, ottima descrizione di spot e condizioni. Per la montatura la variabile qui è l'esca perché secondo me, due esche così diverse non possono condividere la stessa montatura.
    Considerando una corrente di riflusso leggera-moderata e poca turbolenza, per il bigattino io opterei per una scalata classica, con bulk in alto a circa mezza profondità (100-120 cm) e poi pallini a scalare verso il terminale.
    Di solito il galleggiante in queste condizioni lavora in sotto-taratura quindi, a titolo puramente indicativo, si potrebbe provare con bulk circa 50-60% del peso totale e pallini distribuiti per il restante 30-40%.
    Il bulk lo farei con un certo numero di pallini, così magari si può aprire e distribuire un po' in alto se serve. E con pallini inglesi morbidi e facilmente removibili.
    Per il coreano userei invece una più semplice bulk and droppers su 50 cm totali massimo (terminale escluso), cioè con bulk basso e giusto tre pallini distanziati regolarmente. Si lancia meglio, tiene l'esca più stabile sul fondo ma ne consente comunque il movimento in corrente senza pericolo di garbugli. La posizione naturale degli anellidi è a quel livello ed una lenza a scalare, come si usa invece per il bigattino, è solo una complicazione (a mio modo di vedere).

    Fammi sapere che ne pensi 😉

    in risposta a: Apertura della spallinata. #3682
    Franco Checchi
    Amministratore del forum

    Quello dell'ampiezza è un argomento complesso e che certamente riguarda la profondità ma non solo. Lo spot ed il tipo di approccio sono anch'essi importanti. In corrente (io solitamente mi riferisco al tratto di foce) si usano lenze diverse a seconda dei casi. Le passate hanno di solito lenze più ampie (addirittura in acqua bassa e con gli stick floats le spallinate possono essere a tutta lunghezza), mentre l'approccio in trattenuta richiede spallinate più compatte. In mare dipende, si va da spallinate ampie per la pesca in calata, o comunque dalla dinamica molto morbida e naturale, a quelle più raccolte per ottenere maggior stabilità sul fondo (quando si cercano saraghi e orate). Quindi in sintesi direi: profondità, corrente, peso necessario (taratura del galleggiante scelto), tipo di esca e tipo di pesce che si intende insidiare. Sono valutazioni che si fanno caso per caso e che trattare in modo generale (tutte insieme) diventa difficile e molto lungo. Forse è meglio individuare un ambito specifico (es. pesca in porto con il bigattino, pesca in trattenuta in foce, ecc.) e da lì poi discutere i vari approcci.

    Se ti va ne analizziamo uno e si parte con quello 😉

    Ciao, F.

    in risposta a: Imbobinare il mulinello (nuovo progetto di calcolatore) #3617
    Franco Checchi
    Amministratore del forum

    Testato adesso con un mulinello nuovo. Funziona 😉

    in risposta a: IMPORTANTE: nuova versione calcolatore online di spallinate #3603
    Franco Checchi
    Amministratore del forum

    La novità di oggi è la stima della lunghezza del terminale

    Nuova versione

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