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- Questo topic ha 3 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 7 mesi fa da
Franco Checchi.
- AutorePost
- 11 Gennaio 2026 alle 15:23 #3681
Emiliano 88
PartecipanteUno dei crucci che non riesco a togliermi dalla testa riguarda l'ampiezza della spallinata. Credo sia tutto relativo al tipo di spallinata e alla profondità di pesca. Mi piacerebbe approfondire nello specifico questo argomento.
21 Gennaio 2026 alle 6:41 #3682
Franco ChecchiAmministratore del forumQuello dell'ampiezza è un argomento complesso e che certamente riguarda la profondità ma non solo. Lo spot ed il tipo di approccio sono anch'essi importanti. In corrente (io solitamente mi riferisco al tratto di foce) si usano lenze diverse a seconda dei casi. Le passate hanno di solito lenze più ampie (addirittura in acqua bassa e con gli stick floats le spallinate possono essere a tutta lunghezza), mentre l'approccio in trattenuta richiede spallinate più compatte. In mare dipende, si va da spallinate ampie per la pesca in calata, o comunque dalla dinamica molto morbida e naturale, a quelle più raccolte per ottenere maggior stabilità sul fondo (quando si cercano saraghi e orate). Quindi in sintesi direi: profondità, corrente, peso necessario (taratura del galleggiante scelto), tipo di esca e tipo di pesce che si intende insidiare. Sono valutazioni che si fanno caso per caso e che trattare in modo generale (tutte insieme) diventa difficile e molto lungo. Forse è meglio individuare un ambito specifico (es. pesca in porto con il bigattino, pesca in trattenuta in foce, ecc.) e da lì poi discutere i vari approcci.
Se ti va ne analizziamo uno e si parte con quello 😉
Ciao, F.
21 Gennaio 2026 alle 19:14 #3685Emiliano 88
PartecipanteCiao Franco,
ti ringrazio davvero di cuore per la risposta così articolata e per la disponibilità al confronto. Sono infinitamente grato per il lavoro che fai da anni sul tema della pesca: i tuoi scritti per me sono una fonte preziosissima, dalla quale continuo a imparare moltissimo. Li considero un riferimento concreto per migliorare la mia azione di pesca e il mio modo di ragionare sull’assetto e sull’approccio.
Devo dirti sinceramente che rimpiango molto di non averti conosciuto (e di non aver potuto leggere il tuo blog) quando, da ragazzo, ho iniziato a pescare a bolognese: sono certo che avrei accelerato enormemente il mio percorso di crescita come pescatore.Venendo allo specifico, raccolgo molto volentieri il tuo invito a focalizzarci su un ambito preciso.
Lo scenario che ti propongo è questo: pesca a bolognese dalla spiaggia, con scaduta di mare moderata, corrente presente ma non violenta, e profondità media intorno ai 2/2,5 metri.
Un contesto quindi di mare ancora in movimento, acqua leggermente sporca, dove utilizzo il bigattino ma a volte il coreano.
Mi piacerebbe partire da qui per analizzare, passo dopo passo, la scelta dell’ampiezza della spallinata e la sua disposizione in relazione a corrente, profondità e dinamica dell’esca, oltre ovviamente al tipo di pesce insidiato che per me resta la spigola di media e grande taglia.
Grazie ancora per la disponibilità e per la passione che trasmetti.
Un caro saluto,
Emiliano22 Gennaio 2026 alle 12:36 #3688
Franco ChecchiAmministratore del forumCiao Emiliano, ottima descrizione di spot e condizioni. Per la montatura la variabile qui è l'esca perché secondo me, due esche così diverse non possono condividere la stessa montatura.
Considerando una corrente di riflusso leggera-moderata e poca turbolenza, per il bigattino io opterei per una scalata classica, con bulk in alto a circa mezza profondità (100-120 cm) e poi pallini a scalare verso il terminale.
Di solito il galleggiante in queste condizioni lavora in sotto-taratura quindi, a titolo puramente indicativo, si potrebbe provare con bulk circa 50-60% del peso totale e pallini distribuiti per il restante 30-40%.
Il bulk lo farei con un certo numero di pallini, così magari si può aprire e distribuire un po' in alto se serve. E con pallini inglesi morbidi e facilmente removibili.
Per il coreano userei invece una più semplice bulk and droppers su 50 cm totali massimo (terminale escluso), cioè con bulk basso e giusto tre pallini distanziati regolarmente. Si lancia meglio, tiene l'esca più stabile sul fondo ma ne consente comunque il movimento in corrente senza pericolo di garbugli. La posizione naturale degli anellidi è a quel livello ed una lenza a scalare, come si usa invece per il bigattino, è solo una complicazione (a mio modo di vedere).Fammi sapere che ne pensi 😉
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