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Ciao Franco,
ti ringrazio davvero di cuore per la risposta così articolata e per la disponibilità al confronto. Sono infinitamente grato per il lavoro che fai da anni sul tema della pesca: i tuoi scritti per me sono una fonte preziosissima, dalla quale continuo a imparare moltissimo. Li considero un riferimento concreto per migliorare la mia azione di pesca e il mio modo di ragionare sull’assetto e sull’approccio.
Devo dirti sinceramente che rimpiango molto di non averti conosciuto (e di non aver potuto leggere il tuo blog) quando, da ragazzo, ho iniziato a pescare a bolognese: sono certo che avrei accelerato enormemente il mio percorso di crescita come pescatore.
Venendo allo specifico, raccolgo molto volentieri il tuo invito a focalizzarci su un ambito preciso.
Lo scenario che ti propongo è questo: pesca a bolognese dalla spiaggia, con scaduta di mare moderata, corrente presente ma non violenta, e profondità media intorno ai 2/2,5 metri.
Un contesto quindi di mare ancora in movimento, acqua leggermente sporca, dove utilizzo il bigattino ma a volte il coreano.
Mi piacerebbe partire da qui per analizzare, passo dopo passo, la scelta dell’ampiezza della spallinata e la sua disposizione in relazione a corrente, profondità e dinamica dell’esca, oltre ovviamente al tipo di pesce insidiato che per me resta la spigola di media e grande taglia.
Grazie ancora per la disponibilità e per la passione che trasmetti.
Un caro saluto,
Emiliano